Il Comune di Mondovì ha detto "sì" alla TAV, approvando un ordine del giorno sottoscritto da numerosi consiglieri comunali, fra i quali Gianni Mansuino, primo firmatario.
Una decisione che ha fatto discutere, suscitando una reazione in una ristretta frangia di cittadini; infatti, dopo il presidio all'esterno del municipio, organizzato da "Mondovì Casa Comune" e andato in scena alle 17 di martedì 27 novembre, una rappresentanza di monregalesi ha pacificamente "fatto irruzione" nell'aula consiliare armata di striscione per manifestare il proprio dissenso nei confronti della decisione di sostenere un'opera, a loro giudizio, "inutile".
"Quando parliamo di alta velocità Torino-Lione - hanno scritto su Facebook -, parliamo di una grande opera motivata da previsioni di traffico (di merci, peraltro, e non di passeggeri) fasulle a fronte di una linea già esistente, ampiamente sottoutilizzata, sfruttata a meno di un quinto della sua potenzialità, di per sé in grado di rispondere alla domanda di traffico su ferro e su gomma con minori costi di adeguamento. Inoltre, i flussi di traffico tra Italia e Francia sulla direttrice alpina sono in calo da anni, sia su rotaia che su autostrada. Se si facesse il 'tunnel di base' di 57,5 chilometri, la linea si fermerebbe a Saint Jean de Morienne, tra i pascoli, sul versante francese (perché la Francia non ha deliberato le infrastrutture di raccordo e non ne ha per ora intenzione) e a Susa sul versante italiano. E, a proposito di tunnel di base (il cui impatto sul sistema idrogeologico della Valle sarebbe pesantissimo), nonostante viaggi per quasi l'80% in territorio francese, sarebbe pagato per circa il 60% dall'Italia. Infine del mitico 'Corridoio V' (il quale dovrebbe collegare Lisbona con Kiev; anzi, secondo le ultime esternazioni, l'Atlantico e il Pacifico) non c'è traccia, non esiste più, perché Portogallo e Spagna si sono chiamati fuori e dalla Slovenia in là nessuno ci pensa, per cui le tante decantate merci dovrebbero proseguire verso est sui famigerati camion o arrivare in camion per andare verso ovest. Preferiremmo che a Mondovì venissero discussi ordini del giorno sulla necessità della messa in sicurezza e sulla tutela dell'ambiente, sullo sperpero di risorse pubbliche a favore di grandi opere inutili che tolgono risorse a sanità, emergenza abitativa, welfare, scuola, ricerca e lavoro".
Allontanati dalla sala dal presidente del Consiglio comunale, Elio Tomatis, i contestatori hanno annunciato che sabato 8 dicembre si riuniranno nuovamente, stavolta presso la stazione di Mondovì, e prenderanno il treno verso Torino in partenza alle 11.20, al fine di aderire alla grande e pacifica manifestazione "No Tav" in programma nel capoluogo sabaudo.
Per quanto concerne la posizione del Comune monregalese, sostanzialmente tutti i consiglieri si sono definiti concordi sull'utilità dell'opera, invitando i parlamentari piemontesi ad appoggiarne convintamente la realizzazione nelle sedi opportune. Perplessità solo da parte di Guido Tealdi (rappresentante in Consiglio della Lega Nord, forza politica che prima di esprimere il proprio parere sta attendendo il risultato della valutazione fra costi e benefici legati all'opera), Paolo Magnino ("Non ho sottoscritto l'ordine del giorno in quanto non so se questo Consiglio comunale sia titolato a esprimersi su argomenti che hanno decine di sfaccettature e che coinvolgono zone del Piemonte per certi versi distanti da noi") e Luciano D'Agostino ("Credo che sia difficile pensare di tornare indietro su questo tipo di argomento, ma, come ha detto il collega Magnino, è arduo per Mondovì esprimersi su ordini del giorno come questo").













