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Attualità | 28 gennaio 2019, 07:45

“L’Italia sia concretamente vicina al Venezuela”

Un accorato appello del sindaco di Roaschia, Bruno Viale, che nel Paese sud americano ha vissuto 48 anni. In un documento racconta come uno degli Stati più ricchi al mondo sia finito nel baratro. E un monito finale: “L’Italia potrebbe correre analogo rischio se non inverte la rotta”

Bruno Viale partecipa alle manifestazioni contro il Chavismo, nel 2004

Bruno Viale partecipa alle manifestazioni contro il Chavismo, nel 2004

Sono un italiano nato in Venezuela che per 48 anni ha vissuto nel Paese sud americano oggi dilaniato da una crisi senza precedenti.

Assisto con ansia e sgomento alla transizione del Venezuela: da Paese prospero qual era oggi è una nazione disperata, afflitta, angosciata, sull’orlo del baratro.

Quando si è in queste condizioni, qualsiasi parola di appoggio è conforto e speranza”.

Bruno Viale, sindaco di Roaschia e consigliere provinciale, ci ha inviato un interessante testo-documento che fotografa la drammatica situazione che sta vivendo uno degli Stati tra i più ricchi al mondo, che “galleggia” sul petrolio, dotato di tante materie prime, la cui popolazione però oggi è alla fame.

Viale esorta le autorità italiane a prendere posizione a favore del tentativo dell’autoproclamatosi Presidente Juan Guaidò di portare quanto prima il Paese ad elezioni libere e democratiche

E’ compito delle istituzioni italiane – afferma - prendere posizione ufficiale per garantire in primis i diritti che hanno i nostri connazionali residenti in Venezuela e per tutta la popolazione ridotta allo stremo.

Tanti Paesi hanno già riconosciuto Guaidò come presidente e hanno chiesto una transizione democratica con elezioni al più presto: Stati Uniti, Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Honduras, Paraguay, Perù, Ecuador, e tanti altri.

L’alto rappresentante di politica estera e sicurezza Federica Mogherini ha coordinato la posizione Ue sul Venezuela con contatti, tra gli altri, con il premier spagnolo Pedro Sanchez e italiano Giuseppe Conte, più il ministro degli Esteri dell’Olanda Stef Blok e rappresentanti dei governi di Francia, Germania, Italia, Spagna e Gran Bretagna”.

Viale conclude il suo articolato documento che pubblichiamo di seguito con questa riflessione.

Come italiano – dice - voglio esprimere un mio personale pensiero: l’Italia è un Paese meraviglioso, con tante risorse naturali, umane, culturali, artistiche.

Credo però che si debba stare attenti a non permettere che l’improvvisazione sopravvenga, che la dipendenza ai benefici statali non crei un cordone ombelicale tale da sostituire il lavoro.

Dobbiamo ricordarci che la crescita di un Paese avviene solo con il lavoro, più lavoro e meno tasse per favorire investimenti e produzione locale.

Occhio – ammonisce - perché in un batter d’occhio l’Italia può diventare un altro Venezuela. A chi avesse dei dubbi – conclude - consiglio di vedere su YouTube il film-documentario “Chavismo, la peste del XXI secolo”.

 

In allegato all'articolo pubblichiamo anche il testo integrale del documento inviato alla nostra redazione.

Files:
 Venezuela documento Bruno Viale (448 kB)

GpT

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