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Attualità | 02 marzo 2019, 17:59

Sopralluogo dei Vigili del Fuoco di Cuneo: fabbricato inagibile a Monastero di Vasco

Situato in via Malborgo, presenta "uno spanciamento e una crepa di alcuni centimetri nel cemento alla base". Il sindaco, Giuseppe Zarcone, ha emesso apposita ordinanza, con cui ha intimato alla proprietaria di mettere in sicurezza lo stabile

Sopralluogo dei Vigili del Fuoco di Cuneo: fabbricato inagibile a Monastero di Vasco

Affidiamo l'incipit di quest'articolo alle righe d'apertura dell'ordinanza emessa dal sindaco di Monastero di Vasco, Giuseppe Zarcone: "È pervenuta a mezzo mail una segnalazione d'intervento del comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Cuneo, avente il seguente testo: 'Richiesta emissione ordinanza di inagibilità e di messa in sicurezza di fabbricato in condizioni precarie di conservazione, a seguito di sopralluogo effettuato da personale di questo comando in data 25 febbraio'".

In altre parole, è stato accertato che sul territorio del Comune di Monastero di Vasco, più precisamente in via Malborgo, insiste un edificio "poggiato su un basamento in calcestruzzo, con paramento murario in mattoni del tipo '21 fori' che, sul lato a valle, presenta uno spanciamento e una crepa di alcuni centimetri nel cemento alla base. Inoltre l'edificio è attestato su un passaggio pedonale e, in prossimità dello stesso, vi sono un contatore del gas e uno dell'energia elettrica a servizio di altra proprietà".

Considerato pertanto il rischio di cedimenti strutturali della predetta costruzione, che potrebbero arrecare danni alle proprietà confinanti, nonché a persone, animali o cose, il primo cittadino, ha dichiarato inagibile il fabbricato, imponendo alla sua proprietaria, già individuata, di ripristinare quanto prima le condizioni di sicurezza.

Tale provvedimento è previsto e autorizzato dall'articolo 54, comma 4 del decreto legislativo 267/2000, il quale stabilisce che il Sindaco, in qualità di 'Ufficiale del Governo', possa adottare con atto motivato provvedimenti, anche contingibili e urgenti nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento, al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana. 

Nota bene: l'immobile è attualmente utilizzato come deposito e non vi sono beni al suo interno che richiedano l'adozione di particolari cautele.

Alessandro Nidi

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