“Non capiamo i motivi della convocazione del Consiglio comunale di giovedì: noi siamo in attesa che il Comune ci formalizzi i conteggi per pagare quanto dovuto e appianare gli usi civici”.
Sono le parole di Gabriele Genre, gestore degli impianti di risalita di Crissolo, alla luce dell’ordine del giorno del Consiglio comunale del 14 marzo, che prevede il reintegro dei terreni gravati da uso civico (sui quali sorgono un ponte di attraversamento sul Po, i bar “Aquila Nera” e “Ghincia Pastour” e le sciovie “Ghincia” e “Granero lungo”).
La versione del gestore si pone in maniera diametralmente opposta alla linea che il Comune, con la convocazione del Consiglio, ha voluto adottare.
Genre parla di “stupore e meraviglia” per gli ultimi sviluppi della vicenda: “Il sindaco (Fabrizio Re: ndr) sostiene che non intendo pagare. È un’offesa pubblica nei miei confronti che valuteremo come affrontare anche in sede legale.
Siamo pienamente disponibili a conciliare, in attesa che il Comune ci dia i conteggi di quanto dovuto”.
Gabriele Genre ha ribadito la sua posizione in una lettera indirizzata al primo cittadino e, per conoscenza, ad altri 11 destinatari: il presidente della Regione Chiamparino, il vice Reschigna, gli assessore regionali Valmaggia (Montagna) e Parigi (Turismo), il consigliere regionale Allemano, il presidente della Provincia Borgna, il presidente dell’Unione del Monviso Anselmo, il presidente della Sezione turismo dell’Unione industriale cuneese Dalmasso, il presidente Arpiet Orleoni, il presidente Federfuni Formento e il presidente Anitif Tiezza.
Nella missiva la Sipre “contesta l’utilita del Consiglio comunale finalizzato al reintegro dei terreni, per i quali la società è in attesa di sottoscrivere i relativi atti di conciliazione. Interpretiamo tale convocazione come un evidente ed ulteriore accanimento nei confronti della nostra società”.
Si apprende dal documento che la Sipre ha già accettato la perizia di stima per conciliare gli usi civici del terreno su cui insiste parte dell’attraversamento sul fiume Po a Pian della Regina. Sui terreni che riguardano sciovie e bar, invece, “non siamo stati contattati per la formalizzazione di tale atto” scrive Genre.
Per ciò che invece concerne i terreni occupati dall’impianto di innevamento artificiale, il Comune non avrebbe “mai trasmesso alcun conteggio o perizia per la conciliazione riferita a tale nostra proprietà” continua il gestore.
Nella lettera la Sipre ritiene che l’accertamento demaniale sui terreni gravati da uso civico andasse svolto prima di ogni perizia. “Il procedimento relativo ai nostri beni risale al 16 ottobre 2018, a cui abbiamo risposto il data 29 ottobre 2018, dando la nostra piena disponibilità a conciliare. Da quella data ad oggi non siamo stati contattati” scrive Genre.
Che ricorda: “la Regione Piemonte ha posto nuovi parametri per la conciliazione. Si richiede che per le future conciliazioni a nostro carico si tenga debitamente conto del contenuto di tale Deliberazione della Giunta Regionale”.
Non manca un accenno anche alla convenzione 25ennale di gestione della seggiovia. “È da ritenersi ampiamente efficace e operativa, così come la concessione di affidamento”.
Sostanzialmente Genre continua a chiedere di “dar seguito alle conciliazioni relative ai procedimenti avviati il 16 ottobre 2018”.
“Chiediamo la stessa disponibilità del Comune come avvenuto in passato” si legge nel documento della Sipre, che elenca gli altri casi di conciliazione, tra cui quello nei confronti dell’ex sindaco (ed attuale vice) Aldo Perotti, dei “signori Bessone” e della Parrocchia San Andrea Apostolo di Bra.
“Con noi non c’è mai stato confronto – rimarca Genre che ci ha raggiunti telefonicamente - mi sento di dire, da firmatario della convenzione dove c’è scritto che entrambi le parti vogliono conciliare questo aspetto, che se il Comune ritiene di percorrere una strada sua, indipendente dal gestore, per attuare i suoi progetti è liberissimo di farlo.
Basta solo farci la guerra. Continuiamo a foraggiare gli avvocati, dal momento che noi dobbiamo e possiamo tutelarci. Le carte ci danno ragione: nella convenzione non si parla di date e scadenze, ma solo dell’impegno a conciliare.
Ho trasmesso tutta la documentazione al Comune, che deve solo preparare il conto. Non ho cifre in mano però. Mi arrendo, se è questo che vuole sentirsi dire il sindaco: proceda con i suoi progetti, col tempo vedremo. Sono estremamente tranquillo sotto l’aspetto degli usi civici”.
Lapidaria la replica del Comune di Crissolo, per bocca del sindaco Fabrizio Re. “Già la precedente Amministrazione comunale ha aperto i tentativi di conciliazione.
È dal 2011 che stiamo portando avanti trattative con il privato, prima verbali e poi nero su bianco, per iscritto. Mi sento quindi di dire che il tempo è scaduto, ed è per questo che il Comune ha avviato la procedura di reintegro dei terreni che discuteremo in Consiglio giovedì sera”.









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