Terminato il suo primo mandato quale Presidente Nazionale della Federazione che riunisce le 236 Associazioni AVO italiane, (con oltre 23.000 volontari in servizio attivo) il cuneese Massimo Silumbra ha maturato la consapevolezza che il lavoro iniziato nel 2016 non fosse ancora compiuto, che la strada prescelta fosse comunque quella giusta e andasse quindi percorsa sino in fondo e che fosse necessaria una sua ricandidatura.
L’Assemblea dei Presidenti AVO riunitasi il 18 Maggio scorso a Caserta ha quindi provveduto alla sua rielezione alla guida dell’Associazione per il triennio 2019/2022.
“Un’Associazione che si voglia definire moderna e dinamica, non può correre il rischio di estinguersi per mancanza di un interesse morale forte e radicato alla gestione e alla direzione della propria struttura” – questo il primo commento del presidente Silumbra, che precisa: “L’Avo vive la crisi che permea tutta la nostra Società, dove le tentazioni di disimpegno sono forti e i segnali di intolleranza e di esclusione prevalgono su quelli di accoglienza ed inclusione; occorre essere consapevoli che senza un lavoro paziente di formazione il nostro patrimonio umano è destinato ad essere fagocitato dalle nuove tendenze al disimpegno sino al rischio reale di una futura estinzione fisiologica. Questa è la principale criticità interna alla nostra Associazione; molte altre ve ne sono anche all’esterno e tutte necessitano di una risposta: i bisogni che emergono dai territori sono in rapida evoluzione e richiedono un altrettanto veloce adeguamento che si rivolga alla domiciliarità, ad una presenza capillare nelle strutture psichiatriche, a un riposizionamento nel servizio offerto nelle RSA e nella Case di riposo che superi la logica del “fare” per ridefinire la natura più profonda del nostro esserci per costruire relazioni, dare supporto amichevole e offrire condivisione e accoglienza.
Dicono i sondaggi che la popolazione italiana sta invecchiando sempre più e questa tendenza non è estranea al mondo del volontariato, ecco allora l’importanza di operare affinchè si persegua davvero quel ricambio generazionale indispensabile per dare continuità e innovazione al servizio e all’Associazione.“
"La strada da seguire per gestire questo cambiamento – prosegue Silumbra - non può che passare attraverso alla Formazione, sia essa rivolta ai nuovi volontari, si spera sempre più numerosi e giovani, sia permanente e continua per chi già vive l’Avo e coglie il bisogno di parteciparvi in modalità più attente, definite, organizzate. Il programma di lavoro del prossimo triennio dovrà cercare di dare risposte a questi bisogni attraverso un percorso formativo continuo e capillare utile a creare un ricambio di pensiero e di interessi nuovi e rinnovativerso l’impegno associativo e a rendere sempre più “appetibile”, soprattutto nei confronti dei giovani, il nostro servizio di volontariato. Il volontario Avo dovrà rendersi sempre più conto di non essere un singolo individuo che mette a disposizione tempo e buona volontà, bensì di far parte di un gruppo strutturato e organizzato, formato da cittadini attivi e consapevoli dell’importanza del messaggio che quotidianamente viene offerto gratuitamente attraverso il servizio e convinti che senza un’organizzazione moderna e dinamica la struttura non è in grado di reggere e proseguire nel tempo. Tre anni fa – conclude Silumbra - nel mio primo programma di mandato, avevo voluto focalizzare l’attenzione su due figure centrali: gli ammalati da un lato e i volontari dall’altro, proprio per far capire che il nostro servizio che è rivolto a colmare le solitudini e lenire le sofferenze degli ammalati, non può esprimersi compiutamente se prima, a monte, non vi è attenzione, rispetto ed accoglienza tra noi volontari, per darci sostegno reciproco, per sentirci tutti parte di un grande progetto, per far si che ognuno abbia a cuore il destino ed il futuro dell’Avo".














