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Cronaca | 02 agosto 2019, 15:11

Inchiesta sulla coop cuneese Caribù che gestiva i Cas a Sanremo: fissato il Riesame per la revoca delle misure cautelari dei 4 indagati

In carcere sono attualmente i cuneesi Gianni Morra ed Emanuela De Mita, e l’avvocato Guido Tabasso. È ai domiciliari da qualche giorno Antonella Morra, sorella di Gianni. L'inchiesta ‘Patroclo’ riguarda la gestione migranti nei centri di Vallecrosia e di pian della Castagna, a Sanremo

Inchiesta sulla coop cuneese Caribù che gestiva i Cas a Sanremo: fissato il Riesame per la revoca delle misure cautelari dei 4 indagati

È stato fissato a lunedì 5 agosto il Riesame per la revoca della misura cautelare in carcere nei confronti degli indagati dell’inchiesta ‘Patroclo’, sulla gestione migranti nei centri di Vallecrosia e di pian della Castagna, a Sanremo.

In carcere sono attualmente Gianni Morra, nel penitenziario di Imperia, Emanuela De Mita, compagna di Morra, che si trova a Genova Pontedecimo, e l’avvocato Guido Tabasso, rinchiuso nel carcere di Torino.

È ai domiciliari da qualche giorno Antonella Morra, sorella di Gianni. L’accusa per Gianni Morra, Emanuela De Mita e Guido Tabasso è di associazione a delinquere, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, frode nelle pubbliche forniture, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e auto riciclaggio, reato, quest’ultimo contestato anche ad Antonella Morra.

Gianni Morra e Emanuela De Mita, difesi in un primo momento dall’avvocato Simone Maina di Torino, hanno nominato gli avvocati Stefano Campanello di Asti e Enrico Collidà di Cuneo, e l’avvocato Aldo Mirate di Asti. Tabasso è assistito dall’avvocato Luigi Giuliano di Torino, mentre Antonella Morra è assistita dagli avvocati Gianni Caneva, anche lui del capoluogo piemontese, e da Paola Bertello, del Foro di Cuneo.

L’inchiesta è stata condotta dalla Guardia di Finanza di Imperia e coordinata dal Procuratore Aggiunto Grazia Pradella e dal Sostituto Procuratore Francesca Buganè Pedretti. Secondo quanto emerso dalle indagini, anche tramite intercettazioni telefoniche, i quattro sarebbero soci di fatto della cooperativa Caribù di Cuneo, che gestiva i due centri di accoglienza migranti, trattando però gli ospiti “come bestie, o peggio”, come ha scritto il Gip Paolo Luppi nell’ordinanza di custodia cautelare.

In una conversazione intercettata dalle Fiamme Gialle, tra Gianni Morra e la compagna Emanuela De Mita, si sente Morra dire che ai migranti venivano serviti come pasti cuore e polmone di animali. “Quella roba lì costa poco, costa meno del pollo”, diceva Morra alla compagna, che rispondeva di non aver immaginato che i migranti avrebbero accettato di mangiare le frattaglie.


Redazione Sanremonews

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