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Economia | 24 settembre 2019, 16:35

Pancia piatta: non sempre dipende dall'alimentazione e dall'esercizio fisico

Avere la pancia piatta è un obiettivo non sempre facile da raggiungere, anche seguendo un regime alimentare ipocalorico ed attuando regolare esercizio fisico. A volte, infatti, l'addome voluminoso è dipeso dalla comparsa di una particolare patologia, che arreca numerosi fastidi alle donne che ne sono affette.

Pancia piatta: non sempre dipende dall'alimentazione e dall'esercizio fisico

Per la maggior parte delle donne curare l'aspetto fisico è molto importante, sia per una questione estetica che di salute. Infatti, essere in forma permette di acquisire maggiore sicurezza, ma anche di mantenere perfettamente attivo l'organismo. Tuttavia, può capitare che l'attività fisica e la dieta non riescano a garantire una pancia del tutto piatta, da esibire con soddisfazione.

Ciò, in alcuni casi, è dovuto al manifestarsi di una fastidiosa patologia: la diastasi addominale, che determina un progressivo ed irreversibile allontanamento dei muscoli retti addominali. Tale condizione si verifica a causa del cedimento della linea alba e delle guaine tendinee che normalmente avvolgono i muscoli.

La diastasi determina diversi problemi, che a lungo andare possono risultare particolarmente fastidiosi e richiedere uno specifico tipo di intervento, che viene attuato ai massimi livelli dal dottor Antonio Darecchio, direttore della Abdominal Wall Robotic Unit - Chirurgia Robotica di Columbus di Milano.

Cosa comporta la diastasi addominale?

I soggetti affetti da questa patologia, nella maggior parte dei casi, presentano diversi sintomi. Infatti, all'esterno dell'addome compare una deformità che si estende dallo xifoide fino a sotto l'ombelico. Questa è visibile soprattutto nelle persone magre durante la contrazione degli addominali. In posizione di riposo, invece, nonostante la deformità non sia più percepibile, la linea mediana risulta molle al tatto.

Di fatto, toccando con le dita questa zona ci si rende conto che manca del tessuto solido dietro alla cute. Questo perché l'intestino e gli organi addominali non sono più protetti dai muscoli. Durante i pasti l'addome si gonfia, in quanto non viene più garantita l'azione contenitiva della parete muscolare: i muscoli retti, infatti, non sono più uniti. La diastasi addominale però comporta anche forti mal di schiena, poiché la postura viene sbilanciata all'indietro, dato che ad agire a livello della colonna vertebrale sono soprattutto i muscoli dorsali.

Inoltre, è possibile dover fare i conti anche diversi disturbi urinari, poiché la vescica non riesce a svuotarsi correttamente, a causa della scarsa efficacia delle contrazione dei muscoli addominali. Con il passare del tempo la malattia tende a peggiorare e i movimenti di flessione del busto diventano sempre più difficili e di muscoli retti si atrofizzano progressivamente.

Come è possibile contrastare la patologia?

Guarire dalla diastasi addominale è possibile. Tuttavia, è fondamentale ripristinare l'anatomia originale dei muscoli a livello dell'addome. Oggigiorno, ciò è possibile grazie al Robot Da Vinci che, seppur attuando una tecnica mini-invasiva, assicura la massima solidità di riparazione possibile. Infatti, dopo appena 7 giorni è possibile praticare regolare attività fisica e, in poco tempo, è possibile rafforzare i muscoli senza correre il rischio di recidive.

Prima della comparsa di questa nuova tecnologia di norma veniva praticata l'addominoplastica tradizionale, che determina la formazione di vistose cicatrici e la necessità di una degenza piuttosto lunga. Ottimi i risultati estetici sono invece quelli che si possono avere con la nuova tecnica, che il dottor Antonio Darecchio è stato il primo ad eseguire in Italia e per la quale oggi vanta il più alto numero di pazienti operati. L’esecuzione con il robot è ottimizzata grazie all’incredibile esperienza del dottore e infatti dà risultati eccezionali, come si può riscontrare anche sul suo profilo Instagram (darecchio_chirurgo).

Di fatto, la diastasi scompare, così come il gonfiore dell'addome, e l'ombelico assume la sua forma originale. Inoltre, non sono visibili cicatrici estese, ma solo incisioni millimetriche in corrispondenza del fianco sinistro, che non richiedono punti di sutura.

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