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Economia | 24 settembre 2019, 15:40

Sigarette elettroniche, le rassicurazioni dal Regno Unito: “I liquidi europei sono sicuri”

Anche in Italia, i prodotti per lo svapo sono soggetti ad una rigida regolamentazione e devono essere notificati al Ministero della Salute.

Sigarette elettroniche, le rassicurazioni dal Regno Unito: “I liquidi europei sono sicuri”

Tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, gli Stati Uniti sono stati scossi da alcuni casi di decessi connessi all’utilizzo della sigaretta elettronica. Il primo in assoluto è stato registrato in Illinois dove un paziente (del quale non sono state rese note le generalità), dopo aver sviluppato una grave malattia delle vie respiratorie, è deceduto. Non si è trattato, purtroppo, di un caso isolato dal momento che in tutto il Paese si sono registrati, nel medesimo periodo, circa duecento casi di pazienti ricoverati per sintomi simili, stando ai dati diffusi dal CDC, il centro per il controllo e le prevenzioni delle malattie. Nelle settimane successive, purtroppo, si sono registrati altri decessi (sei in tutto traIndiana, California, Minnesota e Oregon), alimentando un’ondata di allarmismo e cattiva informazione.

In realtà, è emerso come questa “epidemia” abbia un’origine ben precisa: l’utilizzo di liquidi per la ricarica delle sigarette elettroniche di dubbia origine (prodotti in casa o provenienti dal mercato illegale) contenenti cannabis o cannabinoidisintetici. Gregory Conley, presidente della American Vaping Association, raggiunto dai microfoni della BBC, si è detto ‘fiducioso’ in relazione agli esiti delle indagini, dal momento che la maggior parte dei casi di malattia e decesso è dovuto alla presenza di cannabinoidi nei liquidi.

Le rassicurazioni dal Regno Unito

Sul caso delle morti da e-cig che ha scosso l’opinione pubblica degli Stati Uniti si registrano diversi pareri illustri, provenienti soprattutto dalla Regno Unito. Tra questi, vi è quello del direttore del dipartimento per il controllo del tabacco dell’agenzia per la salute pubblica, Martin Dockrell. In un’intervista al Guardianha dichiarato: “A differenza di quanto accade negli Stati Uniti, nel Regno Unito la qualità e la sicurezza dei prodotti per le sigarette elettroniche viene regolamentato dalla Medicines and Healthcare Products Regulatory Agency”.

Alle parole di Dockrell si sono aggiunte quelle di Deborah Arnott, direttrice della fondazione ‘Action on smoking and health’: “I consumatori possono controllare sul sito ufficiale e verificare se il prodotto che utilizzano è stato registrato e può essere venduto regolarmente o meno”.

La differenza tra il mercato americano e quello europeo viene sottolineata anche da Linda Bauld, docente di Salute pubblica presso l’Università di Edimburgo: “È molto poco probabile che la malattia sia stata provocata dai prodotti per le e-cig contenenti nicotina, soprattutto del tipo che viene commercializzato in Europa. Tutti i dati che abbiamo a disposizione al momento indicano chesi tratta di prodotti illegali a base di marijuana”.

La situazione in Italia

Anche in Italia, i prodotti per lo svapo sono soggetti ad una rigida regolamentazione e devono essere notificati al Ministero della Salute. Nello specifico, il sito ufficiale del dicastero mette a disposizione un tool online dove gli utenti possono controllare (inserendo il nome del produttore o della confezione) se il prodotto è stato notificato al Ministero.

Per quanto riguarda la vendita al pubblico, in Italia i liquidi da inalazione fanno parte dei Monopoli di Stato. Ciò vuol dire che sia i rivenditori online – come ad esempio Vaporoso–devono essere in possesso dell’autorizzazione rilasciata dall’Agenzia Doganale e dei Monopoli. In generale, sia presso i negozi fisici sia presso gli store online è possibile acquistare sia i device per la vaporizzazione sia le ricariche (liquidi aromatizzati, basi e prodotti con o senza nicotina) o altri prodotti, come il kit Zing Pod System e vari tipi di accessori di ogni genere.

Infine, va sottolineato come – nel nostro paese – sia entrato in vigore un regime di tassazione (introdotto dalla Legge di Bilancio del 2018) per cui sui liquidi che contengono una qualsiasi percentuale di nicotina grava una pressione fiscale superiore (circa il doppio) rispetto a quella imposta sui prodotti senza alcuna componente nicotinica.

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