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Attualità | 27 ottobre 2019, 12:30

Tatiana e Cristian, marito e moglie conosciuti in Mahle, genitori di due figli: oggi rischiano entrambi il posto (VIDEO)

Giovedì 24 ottobre l’azienda ha aperto la procedura di licenziamento collettivo per 453 dipendenti a Saluzzo e La Loggia. Tante le testimonianze: come quelle di Mariella che da Potenza è giunta a Saluzzo dopo che Mahle ha chiuso lo stabilimento in Basilicata. Tante storie diverse, ma tutti chiedono dignità

Tatiana e Cristian, marito e moglie conosciuti in Mahle, genitori di due figli: oggi rischiano entrambi il posto (VIDEO)

Si conclude una settimana difficile per i lavoratori Mahle. Lunedì 21 ottobre nelle prime assemblee le segreterie aggiornavano i lavoratori su voci insistenti che parlavano della volontà del colosso tedesco di chiudere gli stabilimenti piemontesi. Volontà confermata due giorni dopo, 23 ottobre, all’Amma di Torino.

Le sedi di La Loggia e Saluzzo, dove si produce componentistica per automobili diesel, vanno chiuse perché non più competitive e perché il prodotto non avrebbe più mercato. Questa la spiegazione dell’azienda. La produzione sarà trasferita in Polonia dove saranno saturate tutte le linee di produzione. E a cascata passeranno sugli stabilimenti di Turchia, Germania e poi Spagna. Non più in stabilimenti piemontesi.

Giovedì 24 ottobre l’azienda apre la procedura di licenziamento collettivo per 453 dipendenti. 209 a Saluzzo, 244 a La Loggia. Giovedì 31 ottobre sarà avviata la trattativa. Sono 75 i giorni disponibili per trovare una risoluzione. Entro l’Epifania si scoprirà quale sarà il futuro di questi lavoratori che, in caso di licenziamento effettivo potranno accedere solamente alla Naspi, sussidio di disoccupazione di 24 mesi. Non è prevista cassa integrazione.

Venerdì 25 ottobre il comune di Saluzzo ha convocato in sala consigliare questi lavoratori. Seduti sui banchi del consiglio comunale - insieme a rappresentanti del parlamento, regione, provincia e di tutti gli amministratori cittadini del saluzzese – hanno portato le loro storie.

“Ognuno ha la sua vita” – hanno detto i dipendenti – “ma tutti e 453 stiamo patendo allo stesso modo per questa scelta.”. “Forse rimarremo senza stipendio” – sostiene uno di loro – “Ma non ci toglieranno mai la dignità.”

Riportiamo qualche testimonianza, scusandoci con i diretti interessati se non di tutti verranno specificati i nomi.

Nel video l'intervista ai lavoratori Tatiana Perno, Cristian Sabena e Mariella Ianlorenzi.

SERVIZIO DI DANIELE CAPONNETTO

TATIANA E CRISTIAN, UNA STORIA D’AMORE NATA IN MAHLE

Non riesce a raccontare davanti alla platea dei presenti in comune a Saluzzo venerdì quella che è la sua situazione. Tatiana Perno, 33 anni, ha la voce spezzata dalla commozione. Prende la parola Cristian Sabena, suo marito. La loro storia parte in Mahle 15 anni fa. Qui si conoscono, si fidanzano, si sposano. E danno alla luce due figli: uno di sei anni e uno di 18 mesi. Nonostante questo non perdono il sorriso e ironizzano quando chiediamo un’intervista: “Speravamo di diventare famosi per altri motivi.”

MARIELLA A SALUZZO DA POTENZA DOPO LA CRISI DI MAHLE DEL 2008

Mariella Ianlorenzi è una delegata della Fiom presso la Mahle di Saluzzo. E’ arrivata nello stabilimento di via Grangia Vecchia nel 2010. Nel 2008 con modalità simili i vertici tedeschi avevano chiuso lo stabilimento di Potenza che produceva pistoni per la Fiat. Ad alcuni lavoratori fu proposto il trasferimento a Saluzzo. Mariella accettò, ma dopo nemmeno dieci anni torna a vivere la stessa situazione.

“Dopo 27 anni sono stata costretta a trasferirmi a 1.000 km di distanza” – spiega Mariella – “Ora gli stabilimenti italiani in cui andare sono finiti. Non voglio essere costretta ad andare all’estero ala mia età”

DAVIDE, DA 10 ANNI IN MAHLE DOPO AVER PERSO IL LAVORO

Davide Bessone è un volto noto nella capitale del Marchesato. Lavora in Mahle da 10 anni dopo che aveva perso il lavoro. A 54 anni, pensava di poter andare in pensione in serenità.

“La situazione in Mahle è totalmente cambiata” – ha spiegato in sala consigliare – “Ho visto persone di 60 anni piangere come bambini l’altro giorno, disperati. Nessuno ci può togliere la dignità.”

“LAVORARE QUI SEMBRAVA UNA SICUREZZA”             

“Ho iniziato a lavorare appena finite le superiori” – ha raccontato un lavoratore della Mahle di cui non siamo riusciti a reperire il nominativo – “Sono 22 anni che sono qui. La storia della mia famiglia è legata a questo stabilimento. Mio padre lavorava alla Mondial Piston e ci diceva di ad andare lì a me e mio fratello. Ci sembrava una sicurezza. Oggi invece ci ritroviamo in questa situazione.”

“Abbiamo visto tante crisi in tv”
- aggiunge un altro lavoratore – “Mai avremmo pensato di finire in questa situazione.”

In tanti hanno ricordato i colloqui di lavoro con il padre del sindaco di Saluzzo Mauro Calderoni per poter lavorare nello stabilimento di via Grangia Vecchia. Calderoni che in settimana ha dichiarato: “Oltre che come sindaco questa azienda mi chiama in causa anche personalmente poiché vi si intreccia la storia mia e della mia famiglia”.

Giovedì 31 ottobre si avvia la trattativa presso l’Amma di Torino. Il primo step di una negoziazione che si presuppone complicata. Il ritiro della procedura di licenziamento è quanto auspicano sindacati, amministratori e lavoratori.

Daniele Caponnetto

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