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Politica | 02 maggio 2020, 15:50

Gribaudo (Pd) propone di assumere 10 mila ispettori del lavoro ed è subito bagarre

Da destra, la collega di Fratelli d’Italia Ciaburro l’accusa di iniziativa di “stampo sovietico”. Coro di critiche anche dal resto del centrodestra. L’interessata replica: “Nessuna caccia alle streghe, solo la volontà e il dovere di garantire la salute dei lavoratori e degli stessi datori di lavoro”

Gribaudo (Pd) propone di assumere 10 mila ispettori del lavoro ed è subito bagarre

La proposta avanzata dalla deputata Chiara Gribaudo, referente nazionale del Pd per le Politiche del lavoro, di assumere 10 mila ispettori del lavoro per poter assicurare la ripresa in sicurezza è stata accolta dal centrodestra cuneese, dalla Lega a FdI, passando per Forza Italia, da un coro di critiche espresse per lo più sui social.

Se la Lega dice che le “partite Iva vanno aiutate e non vessate”, la collega parlamentare di Fratelli d’Italia Monica Ciaburro la definisce un’iniziativa di stampo sovietico: Gli imprenditori italiani – scrive in una nota stampa -, nella grandissima parte, sono donne e uomini seri, persone che credono nel lavoro e nella difesa dei loro dipendenti. Servono sì ispettori – suggerisce -, ma che vadano nelle aziende a dare consigli sulla sicurezza, non certo a sanzionare.

È tempo che chi vive con l’idea che lo statalismo staliniano sia l’unica soluzione ai problemi creati dal Covid 19 vada a passare alcuni mesi nella Corea del Nord, forse – conclude con asprezza la parlamentare di FdI e sindaco di Argentera - tornerà con un po’ di stima per chi ogni giorno apre una azienda per dare futuro e lavoro agli italiani”.

Ma la Gribaudo non si scompone. Ricorda che gli incidenti sul lavoro in Piemonte, nel 2019, sono stati 20 mila e che a fine ottobre, nel solo Cuneese, si contavano già 17 morti “più di uno al mese”, osserva.

A chi contesta la proposta che lei e altri colleghi di partito hanno avanzato risponde: “Qualcuno l’ha presa male, pensando ad un modo per vessare le imprese. In realtà è esattamente il contrario. Quando parliamo di garantire sicurezza e salute parliamo di esercitare operazioni di prevenzione e controllo, che sono le fondamenta di ogni buona politica di sicurezza del lavoro. Significa – spiega - che il personale preposto accompagna le imprese e l'amministrazione pubblica, per esempio, nel realizzare le misure di prevenzione adatte al contesto di lavoro e, successivamente, procede a verificarne l'attuazione. Non repressione, ma operazione di costruzione e realizzazione di un piano, anzi di diversi piani a seconda delle realtà”.
Secondo la deputa di Borgo San Dalmazzo è importante – specie in questa fase - garantire azioni coordinate fra i vari soggetti istituzionali, anche perché - argomenta - “serve mettere fine ai problemi di condivisione banche dati e garantire risorse adeguate dal punto di vista logistico e informatico”.

“Non c'è alcuna caccia alle streghe. C'è la volontà e il dovere – specifica - di garantire la salute di tutti i lavoratori, che vuol dire anche quella dei datori di lavoro e dell’intero Paese. Una necessità – puntualizza - che si basa sulla collaborazione con le imprese e gli stessi datori di lavoro, Stato compreso. Dobbiamo dire basta – conclude - ad una filiera della prevenzione e del controllo che non funziona. Se non lo facciamo ora, quando?”.

Gpt

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