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Attualità | 12 maggio 2020, 14:00

Covid, Vineis: "Il Piemonte va bene, indice R0 sotto 0,5". Riparte l'attività diagnostica e chirurgica negli ospedali

Marnati: "A giugno si potrà arrivare a 15 mila tamponi al giorno". Sulle riaperture la giunta Cirio "valuterà la date dopo il confronto con il Ministero, alla luce dei dati di monitoraggio

Covid, Vineis: "Il Piemonte va bene, indice R0 sotto 0,5". Riparte l'attività diagnostica e chirurgica negli ospedali

Nell’ultima settimana siamo scesi sotto i 200 casi al giorno di tamponi positivi, con una diminuzione giornaliera costante. Questo a fronte di un incremento dei test: al momento sono positivi il 3% dei tamponi che vengono effettuati ogni giorno”. E’ questo quanto emerso durante la conferenza stampa sulle attività svolte, nelle ultime settimane, dalla task force della Fase 2 della sanità regionale. L’organismo e la Regione stanno lavorando, come ha chiarito l’assessore regionale Luigi Icardi, “per il ritorno alla normalità degli ospedali: da oltre due mesi abbiamo persone che aspettano di avere risposte dal sistema sanitario, di effettuare visite specialistiche. Contestualmente le aziende hanno predisposto un piano di emergenza, qualora dovessero nuovamente aumentare i contagi da Covid, per avere in tempi rapidissimi una risposta”.

Dopo l’analisi dei dati nazionali e locali, l’elaborazione - da parte delle 18 aziende sanitarie regionali – di programmi per la ripartenza delle attività sanitarie, ora la Regione elaborerà un piano per l’emergenza COVID e un documento integrato regionale. La Fase 2 prevede quindi il riavvio della attività ordinarie di diagnostica e chirurgia elettiva, programmate negli scorsi mesi e sospesi per la pandemia: verranno quindi contattati tutti i pazienti, in ordine temporale, che avevano fatte delle prenotazioni.

In parallelo continueranno le attività di contrasto e diagnostica del Covid. “Siamo una delle Regioni – ha chiarito l’assessore regionale Matteo Marnati - che ha fatto di più per il potenziamento dei laboratori: siamo passati dai 100 tamponi al giorno di dieci settimane fa, agli attuali 40 mila con 15 laboratori, pari a 9mila test quotidiani”.  Nel breve termine è previsto l’arrivo di nuova strumentazione, di personale aggiuntivo, con l’obiettivo di arrivare a 13 mila test al giorno. Nel medio periodo si punta ad assumere altri operatori per estendere l’attività di analisi, così come ad attivare tre nuovi centri dedicati esclusivamente alla diagnostica del COVID a Biella, Novara e La Loggia: quest’ultimo sarà in collaborazione con Arpa. Verranno poi coinvolti strutture private, anche al di fuori della Regione. "A giugno si potrà arrivare a 15 mila tamponi al giorno,  con un massimo di 20 mila, che potrà essere superato nella fase successiva, in vista dell'autunno" ha concluso Marnati.

Dal punto di vista epidemiologico, come ha voluto chiarire Paolo Vineis dell’Imperial College, “il Piemonte e Torino stanno andando bene, anche rispetto ad altri territori: l’indice R0 è sotto 0,5”.

Adesso in regione – ha chiarito il Presidente della task force Ferruccio Fazio - è disponibile un monitoraggio giornaliero, che ci consente di valutare le aperture o la possibilità di altri lockdown. La ripresa dei contagi è condizionata da 3 fattori legati all’uomo, cioè al distanziamento sociale, all’uso di sistemi di protezione e alla tracciatura dei contatti. La situazione richiede un costante monitoraggio che ci consentirà di vedere se c’è una ripresa dell’infezione in alcune zone che, in questo caso, saranno chiuse o allertate ”.

E sulle prossime riaperture, che dovrebbero scattare in Piemonte così come nel resto d’Italia dal 18 maggio, il presidente della Regione Alberto Cirio e la giunta “valuteranno la scelta delle date dopo il confronto con il Ministero della Salute nei prossimi giorni, alla luce dei dati di monitoraggio: in base a questi verranno stabilite le linee guida per la riapertura”.

Intanto quest'oggi, sono state rese note le linee guida Inail per le attività come ristoranti bar e stabilimenti balneari

Per quanto riguarda ristoranti e bar, la distanza sicurezza da rispettare è quella di 4 metri tra un cliente e un altro ed ogni locale, quindi, per conoscere la capienza dovrà dividere la la metratura del locale per 4 mq. Prevista anche l'igienizzazione di tavoli e sedie e l'utilizzo di guanti e mascherine. Non sarà previsto servizio a buffet ed i clienti potranno togliersi la mascherina solo per mangiare e bere. I menù dovranno essere scritti su lavagne o su fogli monouso e i pagamenti dovranno essere elettronici. I clienti che entreranno in gruppo dovranno certificarsi di appartenere allo stesso gruppo familiare. Sarà vietata ogni forma di assembramento davanti ai bar ed un cliente potrà entrate solo dopo che un altro sarà uscito. Al banco non potranno essere serviti aperitivi ma solo al tavolo.

Nella vicina Liguria, per gli stabilimenti balneari verrà favorito il pagamento senza contanti e la prenotazione per poter individuare eventuali contatti di persone contagiate. Sono previsto corridoi differenziati per direzione per chi entra ed esce mentre il personale dovrà accompagnare i clienti all'ombrellone che verrà assegnato sempre alla stessa famiglia se si ferma per più giorni. Sono 5 i metri che dovranno intercorrere tra le file di ombrelloni e gli stessi sulla stessa fila dovranno essere sistemati a 4,5 metri. Lettini, sdraio e sedie dovranno essere ad almeno 2 metri dall'ombrellone più vicino. Non si potranno praticare attività ludico-sportive che comportino assembramenti e servirà una vigilanza specifica per i bambini.

Sulle spiagge pubbliche dovranno essere indicati percorsi e norme da seguire. Con una serie di nastri dovrà essere tracciato l'allestimento per ogni ombrellone, sdraio e sedia. Le spiagge saranno gestite dagli enti locali con enti e associazioni di volontariato. I bagnini dovranno utilizzare per le operazioni di salvataggio procedure alternative alla respirazione bocca a bocca.

Cinzia Gatti

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