/ Attualità

Attualità | 28 maggio 2020, 19:01

Borgo San Dalmazzo, il biodigestore tra rischi e opportunità: "Comprendiamo i dubbi, ma dobbiamo puntare a uno sviluppo sempre più sostenibile"

Riceviamo e pubblichiamo

Borgo San Dalmazzo, il biodigestore tra rischi e opportunità: "Comprendiamo i dubbi, ma dobbiamo puntare a uno sviluppo sempre più sostenibile"

Egr. Direttore,

siamo entrambi cittadini di Borgo, appassionati alle tematiche ambientali. Il desiderio di contribuire a uno sviluppo ed una società più sostenibili ci hanno portato ad assumere i nostri attuali impegni pubblici. Abitando nella zona nord della città, quella più vicina al sito ACSR, abbiamo condiviso con i nostri concittadini i problemi creati nel tempo dalla gestione dei rifiuti e comprendiamo bene, quindi, le preoccupazioni sollevate dal progetto “biodigestore”. 

La domanda che nasce spontanea è “perché proprio a Borgo?”. Da circa quarant'anni i 54 comuni che costituiscono il Consorzio Ecologico Cuneese conferiscono i rifiuti nel sito di Borgo. Inizialmente, dopo una sommaria separazione dei materiali sul luogo, si interrava la maggior parte dei rifiuti in discarica. L'attività si è evoluta nel tempo, man mano che cresceva la sensibilità ecologica e con essa la consapevolezza che i rifiuti vanno riciclati, recuperati, per dare nuova vita a ciò che buttiamo e preservare l'ambiente in cui viviamo. 

Oggi il sito ACSR valorizza i materiali che riceve, con gli impianti di selezione della carta, della plastica e l'impianto di trasformazione dell'organico e del verde. Le lavorazioni di plastica e rifiuto solido secco producono un combustibile con un basso contenuto di umidità e di cloro e un alto potere calorifico, ottimo combustibile che il cementificio Buzzi, ad 8 km da Borgo, utilizza al posto della polvere di carbone, prodotto fossile decisamente più inquinante e dannoso per il clima. La carta diventa invece materia prima per la cartiera Pirinoli, altra azienda a pochi km da Borgo. 

Anche l'organico viene lavorato separatamente con un processo di compostaggio in presenza d'aria. Questa struttura è stata responsabile delle emissioni di cattivi odori nei primi anni di attività, ma nel tempo il procedimento è stato migliorato, con l'ottimizzazione della filtrazione dell'aria e l'abbattimento degli odori. 

Com'è facilmente intuibile le attuali tariffe TARI beneficiano di tutte queste attività. Le cose funzionano bene, perché allora progettare altre modifiche?

Il valore dei materiali riciclati non è stabile, segue dinamiche di mercato. La raccolta differenziata sta migliorando e produce quantitativi sempre maggiori di materiali. Per effetto delle leggi della domanda e dell'offerta il valore residuo di ciò che si recupera tende a diminuire. I risvolti sull'aumento delle nostre bollette sono facilmente immaginabili.

Alcuni processi, poi, hanno avuto un'evoluzione tecnologica importante. La lavorazione dell'organico è uno di questi. L'impianto esistente a Borgo prevede solo fasi in presenza di ossigeno ed effettua la digestione dei rifiuti organici nell'arco di tre mesi circa, producendo un compost utilizzabile in agricoltura, anche se di qualità non eccelsa. 

Le nuove tecnologie prevedono l'inserimento di una fase iniziale anaerobica, vale a dire in assenza d'aria, il cosiddetto “biodigestore”. Si tratta di una struttura stagna, che isola il materiale dall'ambiente esterno ed accelera la trasformazione dei materiali in compost, producendo inoltre biometano, con un importante recupero energetico. Non si effettua un incenerimento né tanto meno una distruzione, ma si sfrutta l'azione di microrganismi naturali per rigenerare il materiale. Le reazioni che avvengono nel digestore sono processi biologici, vivi, non innescati da prodotti chimici. Per capirci il biodigestore è paragonabile al rumine di un bovino: entrano alimenti, qui scarti di cucina e sfalci verdi, là erba, fieno e mangime, per i batteri e i lieviti che popolano l'ambiente privo di ossigeno.

Il risultato è un processo più efficiente e più rapido, che trasforma le sostanze di partenza in altre più semplici, eliminando i cattivi odori e lasciando una parte gassosa, principalmente metano e vapore acqueo, e una parte solida, un compost predigerito. All'uscita dal biodigestore la parte gassosa viene filtrata per garantire la qualità di biometano richiesta dal mercato, la parte solida prosegue nell'impianto esistente con la digestione aerobica, ma richiede tempi sensibilmente minori ed è caratterizzata da odori residui decisamente minori. 

Il risultato finale è un compost di qualità superiore in un tempo di 45-50 giorni. Studi fatti dall'Università di Padova sui materiali sia all'ingresso che all'uscita dai biodigestori non rilevano alcun problema di tossicità, né chimica né biologica. Gli stessi risultati sono dimostrati anche nello studio di Valutazione di Impatto Sanitario svolto su un impianto di San Damiano d'Asti. In ogni caso tali studi sono previsti anche per il futuro impianto di Borgo San Dalmazzo.

Perché dimensionare l'impianto per 35.000 tonnellate l'anno e non limitarsi ai quantitativi odierni, pari a circa la metà? La risposta è la sostenibilità economica dell'intervento e in ogni caso non ha alcun risvolto sulle ricadute ambientali. Inoltre la raccolta differenziata è in netta crescita in tutto il comprensorio provinciale e garantirà il raggiungimento se non addirittura il superamento dei quantitativi previsti senza creare sulla bretella stradale un incremento particolare del traffico.

Un’ultima considerazione riguarda l'opportunità che la gestione dei rifiuti rimanga in capo ad aziende pubbliche e venga sottratta alle logiche del profitto. Un esempio istruttivo in tal senso è quanto accaduto di recente al Consorzio Albese. Essendo in scadenza l’appalto in corso per il trattamento dell’organico e non avendo ottenuto la proroga richiesta, l’Azienda ha dovuto indire una gara d’appalto. La nuova assegnazione è andata alla società San Carlo di Salmour, che gestiva già prima il servizio, ma la tariffa è passata da 86 a 104 euro a tonnellata. Il motivo non è un aumento dei costi di lavorazione ma un adeguamento ai prezzi di mercato, un gioco di domanda e offerta che si ripercuote su un sensibile aumento dei costi per i contribuenti.

Rifiuti e acqua sono servizi essenziali per le nostre comunità ed è nell'interesse dei cittadini migliorarne l’efficienza e mantenerne il controllo nell'ambito delle società pubbliche, che offrono la garanzia migliore per la tutela dell’ambiente e il controllo delle tariffe.

Grazie,

Sergio Garis e Marco Bona

Al Direttore

MoreVideo: le immagini della giornata

Загрузка...

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium