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Attualità | 20 luglio 2020, 12:15

In cima alla Bisalta per commemorare, 60 anni dopo, la tragedia del 3 luglio

Morirono quattro persone, tra cui una bambina, colpiti da un fulmine. Ieri sono saliti lassù i sindaci di Boves e Peveragno, alcuni amministratori, gli alpini e tanti cittadini

In cima alla Bisalta per commemorare, 60 anni dopo, la tragedia del 3 luglio

Era il 3 luglio 1960. Un improvviso temporale si portò via quattro vite in cima al Bric Costa Rossa.

In tanti, quel giorno, salirono lassù per assistere alla posa della statua della Madonna, posta in una nicchia posta nel pilastro che sostiene la croce metallica. Un temporale improvviso scatenò la tragedia, quando un fulmine, che colpì la croce, lasciò a terra quattro persone, tutte giovanissime: la piccola Claudia Serra, di 10 anni, Giuseppe Vezzetti, 29 anni, e due chierici, Sergio Andreoli, 22 anni, e Enrico Canal, 25 anni.

Ci furono anche molti feriti.

Ieri 19 luglio, a 60 anni di distanza, i Comuni di Boves e Peveragno, con i sindaci e alcuni amministratori, assieme agli alpini e ad alcuni cittadini, hanno ricordato quel tragico momento, ritrovandosi in cima. Erano presenti anche alcune persone che quel giorno erano lassù, e che hanno raccontato quei terribili momenti.

Il sindaco di Boves Maurizio Paoletti: "Per un bovesano salire in Bisalta è un tuffo nella storia della nostra comunità; quella montagna ci racconta di storie di tante famiglie, di fatiche, di tragedie, di lavoro ed anche di emozioni, quelle che si vivono lassù quando guardi la pianura. 60 anni fa si consumava una tragedia durante una festa; tra i testimoni di allora c'era anche la mia mamma, allora 18enne. Me ne ha parlato tante volte così non potevo non essere presente questa volta con gli alpini, il sindaco di Peveragno, molti amministratori dei due comuni. Un bel momento di "comunità" con la Messa in quota dalla "Madonnina" officiata dal curato di Boves don Giuseppe".

"Un pensiero va ai veterani, quella che possiamo definire la vecchia guardia bovesana", gli irriducibili". Erano infatti presente 3 ottantenni, saliti con le loro gambe: Italo Giubergia, Maurizio Soffietti e Meo Barale.

bsimonelli

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