/ Attualità

Attualità | 22 luglio 2020, 16:13

Peveragno, sindaco e Giunta rispondono sull'ammaino della bandiera europea: "Le istituzioni non ci sono piaciute e abbiamo voluto sottolinearlo"

La lettera di risposta alla raccolta firme lanciata da alcuni concittadini contrari alla presa di posizione è stata consegnata il 14 luglio scorso: "Vi ringraziamo per aver stimolato un discussione così importante, ma se dire che le cose, così, non vanno vuol dire essere miopi, occorre definire chi pensa che l'Europa funzioni bene è totalmente cieco"

Foto generica

Foto generica

Proprio nei giorni delle discussioni tra i capi di Stato europei arriva la lettera di risposta dell'amministrazione comunale di Peveragno alla lettera - presentata mesi fa da alcuni concittadini - in cui si criticava la scelta di tenere la bandiera dell'Unione a mezz'asta durante le prime settimane dell'epidemia Covid-19.

Ricapitolando: a inizio aprile (con precisione il 2), dopo alcune dichiarazioni dei vertici europei considerate ben poco felici, l'amministrazione comunale ha deciso di tenere la bandiera posta sul Comune di Peveragno ammainata per qualche giorno. La decisione ha scatenato una reazione in alcuni peveragnesi, che il 7 aprile scorso hanno lanciato una raccolta firme e comunicato al Comune la propria disapprovazione, chiedendo una risposta al sindaco e alla Giunta.

Risposta che martedì 14 luglio è finalmente arrivata, e che riportiamo qui sotto integralmente:

"Gentilissimi una risposta andava data e seppure con tempi lunghi, di cui ci scusiamo, ecco la posizione della intera Giunta dell’Amministrazione Comunale di Peveragno. Ricordiamo innanzi tutto che i motivi per cui è stata tenuta a mezz’asta per alcuni giorni la bandiera europea erano due: uno, il primo citato, era per esprimere la nostra solidarietà e il nostro dolore agli altri popoli europei che stavano soffrendo come e più di noi per le conseguenze della diffusione dell’epidemia, Spagna in testa. Ma riteniamo che la vostra richiesta di un confronto sia mirata alla seconda motivazione, quella in cui si parla di rabbia, disappunto e dolore per come si è mossa l’Unione Europea".

"Perché rabbia, disappunto e dolore? Partiamo dal fondo del nostro post: perché noi sognavamo (e non smetteremo di farlo) un’Europa solidale, fraterna, in grado di aiutare durante l’emergenza paesi come Italia e Spagna con interventi rapidi, immediati, per aiutare (come Unione e non come singoli paesi) le aree più colpite, per fronteggiare la fase emergenziale nel migliore dei modi. Purtroppo questo non sempre si è visto, e meno che mai nei tempi rapidi che sarebbero stati auspicati. Anzi, a iniziare dai suoi vertici le istituzioni europee sono state titubanti, indecise, ed è parso chiaro che su un tema così delicato le istituzioni europee erano tutt’altro che coese".

"Alcuni esempi: le posizioni e le affermazioni della signora Christine Lagarde, che dichiarò pubblicamente in marzo “non siamo qui per ridurre lo spread” causando un danno pesantissimo ai mercati azionari italiani e alla fiducia nelle istituzioni da lei rappresentate, e che dovette in una riunione successiva chiedere scusa per le affermazioni fatte. Più tardi (16 aprile) sarà Ursula Von der Leyen a chiedere ancora scusa: “…Il tempo delle polemiche è finito. Ora è tempo di chiedere scusa. Per chi non credeva a quello che si diceva che stesse avvenendo, per chi perdeva tempo per criticare, per chi non ha mosso un dito. Per tutti, nessuno escluso, è tempo di chiedere ufficialmente scusa all’Italia”. E citiamo ancora una dichiarazione, per certi versi agghiacciante, di Klaus Regling, direttore generale del MES, che il 19 aprile dichiarò a proposito del finanziamento ottenibile dal MES, che “per l’Italia non sarà una nuova Grecia”. Ma allora in passato alla Grecia cosa abbiamo fatto? Che Europa agiva allora? Non dimentichiamo nemmeno due insoliti e quindi significativi richiami del nostro Presidente della Repubblica, che il 12 marzo a seguito dell’intervento della Lagarde dichiarò: “L’Italia sta attraversando una condizione difficile, e la sua esperienza di contrasto alla diffusione del coronavirus sarà probabilmente utile per tutti i Paesi dell’Unione Europea. Si attende quindi, a buon diritto, quantomeno nel comune interesse, iniziative di solidarietà e non mosse che possano ostacolarne l’azione”. Inoltre il 27 marzo sottolineava in un passaggio di un suo intervento (in cui comunque ringraziava per la solidarietà ricevuta da molti Capi di Stato) che “Sono indispensabili ulteriori iniziative comuni, superando vecchi schemi ormai fuori dalla realtà delle drammatiche condizioni in cui si trova il nostro Continente. Mi auguro che tutti comprendano appieno, prima che sia troppo tardi, la gravità della minaccia per l’Europa. La solidarietà non è soltanto richiesta dai valori dell’Unione ma è anche nel comune interesse”."

"E’ universalmente riconosciuto che Mattarella non sia persona facile a muoversi in modo irrituale o non meditato, pertanto si tratta di interventi di particolare significato. Insomma di motivi per essere insoddisfatti ce ne sono stati, e tanti. E per chi si trovava come noi tutti i giorni a lottare per cercare di applicare al meglio le norme di prevenzione per tutelare la salute pubblica senza alcuna certezza operativa e finanziaria, vedendo e prevedendo che interi settori della nostra società avrebbero subito danni pesanti, il balletto intorno alle istituzioni europee non era certo dei più incoraggianti. Era lecito esprimere il dissenso in forma ufficiale, e non come semplici singoli cittadini? Secondo noi sì. Era lecito proprio perché era giusto e doveroso far sapere che tutti noi dall’Europa ci aspettavamo di più e di meglio, ed era giusto spronare i vari livelli istituzionali con un gesto dall’alto valore simbolico. Ed è anche giusto sottolineare che se da voi abbiamo ricevuto una lettera di disapprovazione, e ve ne ringraziamo perché il confronto è sempre salutare, da parte di tantissimi cittadini peveragnesi abbiamo ricevuto telefonate di apprezzamento e di ringraziamento, perché il sentimento di scoramento e di sfiducia verso le istituzioni europee era (ed è ancora) diffuso, ed era giusto farcene ufficialmente interpreti".

"Nessuno di noi, credeteci, ha o coltiva ambizioni di tipo nazionalista o individualista, tant’è vero che il nostro post si conclude con l’auspicio di un’Europa migliore. Ma siamo profondamente convinti che se non verranno cambiate molte cose, gli scricchiolii nella casa comune europea aumenteranno, e potrebbero anche portare ad un futuro disastroso crollo. Lamentarsi perché l’Europa così non funziona non vuol dire che prevalgano ideologie contrarie al sogno comunitario. Vuol dire essere realisti e fare ben presente, con i pochi mezzi che abbiamo, che così non va, e che molto deve cambiare".

"Ovviamente rispettiamo la vostra opinione, di segno diverso, e vi ringraziamo comunque per il vostro contributo. Solo un paio di affermazioni, in una lettera altrimenti garbata ed equilibrata, ci sentiamo di respingere con decisione al mittente: a proposito di “ideologia” e sull’accusa di miopia ci sarebbe tanto da discutere. Noi ci limitiamo ad essere pragmatici: le istituzioni europee non ci sono piaciute, e lo abbiamo voluto sottolineare. Se guardare avanti e dire che le cose così non vanno vuol dire essere miopi, allora per analogia occorrerebbe definire chi pensa che l’Europa di oggi stia funzionando bene come “totalmente cieco”. Forse proprio accecato da ideologie, parole d’ordine, indirizzi di segreterie, un gioco che noi con atti concreti abbiamo sempre rifiutato di seguire ed assecondare, nell’interesse del nostro paesino. Insomma, ognuno in termini di miopia e di ideologia pensi a giudicare sé stesso".

"Per tutto il resto della lettera invece vi diciamo grazie. Grazie per averci stimolati ad una discussione su un tema importante come l’Europa, il suo presente e il suo futuro. Un futuro da costruire insieme, da qualsiasi posizione si parta, accettando anche opinioni molto distanti dalle proprie, senza farsi accecare da ideologie e prese di posizione preconcette che non fanno mai bene a nessuno, meno che mai a Peveragno e alla nostra povera e martoriata Italia".

simone giraudi

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium