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Attualità | 28 luglio 2020, 11:15

Diritto Agroalimentare: un corso di laurea nuovo e unico a Cuneo, capitale del cibo di qualità

Il corso è stato presentato stamattina presso la sede di Confindustria. Annunciata anche la stipula di una nuova convenzione tra UniTo e Comune di Cuneo

Diritto Agroalimentare: un corso di laurea nuovo e unico a Cuneo, capitale del cibo di qualità

È il primo in Italia e – stando alle parole del presidente di Confindustria Cuneo Mauro Gola - “non poteva non affondare le proprie radici se non nella nostra Provincia”, la capitale dell’agroalimentare: si tratta del nuovo corso di laurea dell’Università degli Studi di Torino in Diritto Agroalimentare.

La presentazione ufficiale si è tenuta nella mattina di oggi (martedì 28 luglio) a Cuneo, proprio nella sede di Confindustria. Presenti, oltre a Gola e al direttore Giuliana Cirio, anche il sindaco Federico Borgna, il professor Roberto Cavallo Perin, il professor Alessandro Ciatti Càimi e il dottor Marco Gervasio. In collegamento da Torino, il magnifico rettore Stefano Geuna.

- IL CORSO

A presentare le specifiche del corso il professor Ciatti Càimi. L’iniziativa didattica  punta alla specializzazione e alla creazione di giuristi d’impresa che possano consigliare le imprese agroalimentari e non solo essere utili nel risolvere contenziosi. Diverse le materie coinvolte, che conferiscono allo studente una formazione di base prima e una specifica poi - con attenzione nel secondo anno anche alle lingue, inglese o francese, e all’informatica - ; il diritto relativo alla filiera vera e propria si affronta invece nel terzo anno.

Le lezioni si terranno per lo più online - com’è facile aspettarsi nella fase post-pandemica che stiamo vivendo in questi mesi – ma è intenzione dell’università provare a realizzare quelle pratiche sul territorio e in presenza, così da apprendere il “saper fare” direttamente dalle aziende.

Il corso si configura come un primato, in Italia, e le figure professionali che realizzerà sono in questo momento utili e ricercate ma non presenti sul territorio, come ha ricordato anche Perin: “L’obiettivo è creare un centro di ricerca universitaria robusto che coinvolga alcune centinaia di giovani impegnati a studiare le norme europee anche per favorire il lavoro dei nostri delegati a Bruxelles: tanti stati lo fanno già, è ora che si inizi anche noi. Si tratta di un flusso costante di informazioni sugli spostamenti e sulle norme di favore, attività con risultati non immediati ma certamente soddisfacenti”.

Il corso s’inquadra quindi in un disegno più ampio – ha proseguito Perin - : l’università vuole fare delle sedi di Cuneo, Alba e Savigliano tre poli dedicati alla ricerca in diversi campi. La presenza dell’ateneo deve diventare quindi sempre più istituzionale, in modo irreversibile e non più occasionale”.

- IL RUOLO DELL’UNIVERSITA’ IN PROVINCIA

Perché – al netto della presentazione del corso – è stato questo il vero tema dell’incontro odierno: UniTo e Comune di Cuneo stanno finalizzando una nuova convenzione che come ha ricordato il sindaco Federico Borgnane rinnova il “matrimonio”: un rapporto che permetterà al cuneese di continuare a essere locomotiva economica dell’intero territorio nazionale. Non si può ragionare, oggi, su questo corso di laurea dimenticando il cammino che UniTo ha realizzato nel territorio cuneese, perché al centro della questione c’è la capacità e l’interesse dell’ateneo di continuare ad aprirsi alle aree non metropolitane”.

Dello stesso avviso anche il rettore Geuna: “Diventerà sempre più importante l’investimento dell’ateneo nelle realtà che esulano dall’area metropolitana. La nuova convenzione è pronta e punta a rendere l’insediamento nella città di Cuneo un esempio di collaborazione tra università e territorio. L’apertura di questo nuovo corso è un primo, importante, tassello”.

L’agroalimentare è una tra le prime filiere produttive in Piemonte e segna un’eccellenza del nostro territorio a livello qualitativo; la sostenibilità della nostra società passa attraverso un aumento della qualità del cibo e dello sfruttamento del territorio e l’università porta, in questo campo, grandi competenze e innovazione”.

simone giraudi

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