"Con l'avvio dell'anno scolastico ci aspettavamo l'aumento dei contagi. Ma se guardiamo alle percentuali, i dati per ora non sono allarmanti. A livello regionale i casi di studenti e personale scolastico risultati postivi sono circa 500, un centinaio nella Granda, su una popolazione totale - dall'infanzia alle superiori - di 80mila studenti. Tra l'altro, fino ad ora, praticamente tutti asintomatici".
A dirlo è la massima autorità scolastica in provincia, la provveditora agli Studi Maria Teresa Furci. Reperibile, lei come tutti i dirigenti scolastici e come molti docenti, praticamente sempre.
Gli avvisi di scuole chiuse, classi in isolamento e avvio della didattica a distanza, del resto, possono arrivare in qualunque momento. L'avviso di chiusura della primaria di Spinetta e della media di Borgo San Giuseppe, per esempio, è arrivato ieri domenica 11 ottobre, a metà pomeriggio. E dal giorno dopo - oggi 12 ottobre - la partenza della DAD, la didattica a distanza: la maggior parte delle scuole si è attrezzata già nei mesi estivi, attivando classi sulle piattaforme digitali.
Sono le scuole superiori, al momento, quelle dove si contano più contagi. Tanti gli istituti coinvolti, con classi a casa o chiusi completamente. "Perché hanno più contatti tra loro, fanno vita sociale e si spostano sui mezzi pubblici".
Al momento, più che le strutture sanitarie, è il sistema di sorveglianza quello maggiormente sotto pressione. Anche per carenza di organico e per i numeri. La chiusra del Linguistico di Alba, nei giorni scorsi, ha significato sottoporre a tampone 900 persone tra studenti e personale. E ci sono anche dei ritardi nella comunicazione tra autorità sanitarie e scuole. "Il prossimo venerdì è previsto un incontro a livello regionale tra dirigenti, referenti Covid degli istituti e referenti sanitari, perché spesso ci sono difformità di gestione tra le varie Asl. Bisogna trovare una linea di azione univoca su tutto il territorio regionale".
Un anno complicatissimo: ed è solo passato il primo mese. La volontà è quella di tenere aperte le scuole e di fare lezione in presenza quanto più possibile. Avendo, comunque, l'alternativa.
Conclude la Furci: "Nella scuola il clima è di rassegnazione da un lato, di timore dall'altro. Stiamo facendo tutto il possibile e anche di più. Il disagio maggiore è quello dell'isolamento fiduciario, l'interruzione della didattica in presenza in attesa che arrivi l'esito dei tamponi. Ma la procedura prevede questo ed è l'unico strumento di prevenzione della diffusione dei contagi. Le scuole stanno facendo la loro parte, per il bene di tutti".













