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Economia | 29 ottobre 2020, 09:20

Differenze sostanziali tra broker e trader: due professionalità a confronto

Ammettiamolo, non esisterebbero broker senza trader, come allo stesso modo cesserebbero di esistere i trader, se i broker non operassero più. Agenti e operatori del mercato finanziario sono due facce della stessa splendente moneta. Ecco perché…

Differenze sostanziali tra broker e trader: due professionalità a confronto

Molti, sebbene siano interessati al settore del mercato azionario, ancora dopo molto tempo stentano a comprendere quali siano le reali differenze tra coloro che vengono chiamati “broker” (operatori del mercato) e quelli che invece sono definiti “trader” (agenti del mercato). Diciamo che confondersi è facile, soprattutto per un novellino, dal momento che la materia di queste due figure professionali è pressoché la stessa e spesso finiscono per lavorare assieme, anche se non sempre gli interessi di uno coincidono con quelli dell’altro.

Il broker può essere considerato volgarmente una sottospecie di trader, che però agisce per conto di una società piccola, media o grossa che sia. Esso funge da contatto tra gli azionisti e Wall Street, ossia la Borsa (qualsiasi Borsa, a dire il vero, non soltanto quella di New York).

Mentre il trader è l’investitore singolo. Anche una società, e quindi una persona non fisica, può essere un trader e operare nel settore dei forex e delle altre branche azionarie senza un broker o non specificatamente tramite un broker. 

Anche i broker in realtà possono lavorare solo per se stessi, con l’unica grande differenza che non investono i loro soldi, ma se sono dei professionisti privati, investono i risparmi dei loro clienti abituali.

I trader sono investitori che mettono il loro denaro in gioco per riuscire a incrementare il loro reddito. Se vincono da soli, vincono tutto. Il broker, invece, vince sempre con qualcun altro e il suo scopo e ricavare una buona percentuale da ogni investimento. 

Ma ora cerchiamo di essere un pochino più dettagliati e di spiegarvi meglio qual è la distanza che separa questi due importanti mestieri nel campo della finanza.

Ecco tutto ciò che c’è da sapere sul trader

Non tutti i trader lavorano da soli, in effetti. Esistono delle vere e proprie società di trader, gestite dai cosiddetti “prop”, che sono i trader principali, coloro che investono per primi, che perdono di più e vincono di più a seconda dell’andamento del mercato. 

Esistono numerosi modi per fare il trader al giorno d’oggi: alcuni esistono da molto tempo, mentre altri sono sistemi nati solo ultimamente grazie all’innovazione e alla ricerca nel settore. Tra quelli più famosi ci sono:

  • i trader discrezionali, che compiono operazioni in base alle loro ricerche sul mercato azionario (e per questo, appunto, vengono definiti “discreti”)

  • i day trader, che proprio come il loro nome fa intuire sono quegli agenti di Borsa che fanno operazioni in maniera istantanea, molto veloce e senza perdere tempo ed è proprio su questo che basano tutta quanta la loro strategia

Se un trader lavora per conto di un’azienda, allora farà scelte basate esclusivamente sul carattere e gli obiettivi di quell’azienda, senza esclusioni di colpi, ma sempre rispettando alcune regole ferree. 

Fino a qualche anno fa questo mestiere era esclusivo di una elite molto stretta che operava dal vivo, nelle piazze più importanti del mercato mondiale. Ad oggi, il trading non è più un’attività di nicchia, ma è diventato particolarmente popolare grazie a internet e alle piattaforme di investimenti online gestite anche da Banche o da grosse società finanziarie.

Il trading infatti ha letteralmente spopolato grazie alle varie piattaforme di trading online presenti sul web, che altro non fanno che agire da broker online, come ad esempio tra i più famosi Forex, E-Toro, Plus500, AvaTrade.

Attraverso questi, il trader acquista e rivende, cercando di trarre il maggior guadagno possibile ovviamente, alcuni asset, come titoli, indici azionari o materie prime. Il guadagno vero e proprio per il trader online avviene poi attraverso i Contracts for Difference o contratti per differenza (CFD) che il trader stipula appunto con il broker online.

Va da sé però, che avere un broker anche affidabile come quelli menzionati non significa affidare le operazioni a loro. È sempre il trader a decidere come agire e quali decisioni prendere, anche nel caso del trading automatico (che, nonostante il nome possa essere ingannevole, si riferisce solo a un software per impostare azioni finanziarie automatiche, ma sempre scelte dal trader).

Ecco dunque che il trader, anche quello neofita, deve possedere conoscenze di economia e finanza alquanto dettagliate per non rischiare di perdere tutto ciò che investe.

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