Sci amatoriale aperto nelle zone arancioni, sebbene ancora con qualche restrizione, chiuso in quelle rosse. Questo è quanto previsto dalla bozza del documento sugli impianti sciistici che sarà presentato in Conferenza delle Regione domani, lunedì 23 novembre.
Come scritto nel documento per quanto riguarda le zone arancioni “gli impianti resteranno attivi con riduzione di portata pari al 50% per le tipologie chiuse (cabinovie, funivie), ferme restando le limitazioni agli spostamenti previste dal medesimo art. 2 del citato Dpcm”, chiusi appunto gli impianti nelle zone rosse.
Limite quindi al 50% dei passeggeri per funivie e cabinovie, mentre per quanto riguarda le seggiovie la portata massima sarà al 100% della capienza del veicolo “con uso obbligatorio di mascherina chirurgica anche eventualmente opportunamente utilizzata inserendola in strumenti (come fascia scalda collo) che ne facilitano l'utilizzabilità”.
Per le funivie la riduzione al 50% della capienza massima del veicolo sarà valida “sia nella fase di salita che di discesa, con uso obbligatorio di mascherina chirurgica anche eventualmente opportunamente utilizzata inserendola in strumenti (come fascia scalda collo) che ne facilitano l'utilizzabilità - tuttavia -. Per la discesa a valle in caso di eventi atmosferici eccezionali (es. temporali), ed al fine di evitare o limitare assembramenti di persone presso le stazioni a monte, è consentito per il tempo strettamente necessario l'utilizzo dei veicoli a pieno carico, sempre nel rispetto d'uso di mascherina chirurgica anche eventualmente opportunamente utilizzata inserendola in strumenti (come fascia scalda collo) che ne facilitano l'utilizzabilità".













