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Attualità | 10 dicembre 2020, 12:16

Orari scaglionati alle superiori, le perplessità dei presidi cuneesi: "Meglio una didattica in presenza del 75% a rotazione"

Venticinque dirigenti scolastici di tutta la provincia hanno scritto al prefetto Fabrizia Triolo. Al centro della missiva le loro riserve sul piano col quale la Regione punta a riportare gli studenti in aula con turni 8-14 per le prime e seconde classi, e 10-16 per le terze, quarte e quinte

Orari scaglionati alle superiori, le perplessità dei presidi cuneesi: "Meglio una didattica in presenza del 75% a rotazione"

Sono 25 i dirigenti scolastici di scuole superiori cuneesi firmatari della lettera inviata alla Prefetto di Cuneo Fabrizia Triolo.        

Il tema al centro della missiva resta il rientro in scuola in presenza anche per le scuole superiori. Lunedì avevamo dato notizia dell'esito della trattativa con la Regione per il rientro che ha provato a tracciare la soluzione del "doppio ingresso": dalle 8 alle 14 per le prime e le seconde superiori e dalle 10 alle 16 per le scolaresche delle terze, quarte e quinte. Questo anche al fine di "alleggerire" il trasporto pubblico locale e passare a una capienza del 50% (per fare un esempio su un bus extraurbano di 12 metri, dove mediamente la capienza è di 74 persone, si potrà salire in massimo 37, tutti seduti).

Proprio su questo punto sono nate alcune perplessità espresse dai dirigenti nella missiva inviata al Prefetto: "Una soluzione sorretta, occorre riconoscere, da alcune buone intenzioni e da una facile ed efficace rappresentazione mediatica. Purtroppo, le buone ragioni che nei comunicati ufficiali appaiono inoppugnabili, sono nella nostra realtà cuneese confutate da alcuni fatti che confliggono in modo irrimediabile con le finalità che il servizio di istruzione persegue."

"Sono difficoltà - scrivono - di gestione concreta, a nostro avviso, insormontabili e dalla sottovalutazione delle quali, deriverebbero effetti collaterali le cui conseguenze, anche in termini di ripercussioni sull’opinione pubblica, sarebbero non marginali. Si tratta di impedimenti che finirebbero col conculcare, per una fascia non residuale di ragazzi, l’esercizio del diritto allo studio, perché farebbero venir meno le precondizioni di garanzia dei livelli essenziali di prestazione (che lo stesso richiede per poter essere effettivamente esercitato)."

LE PERPLESSITA' SUL RADDOPPIO DEL SERVIZIO DI TRASPORTO SCOLASTICO NEL CUNEESE


A questo punto della lettera i 25 dirigenti cuneesi elencano al Prefetto quelle che, a loro avviso, sono le perplessità rispetto alla proposta del "doppio ingresso" sulla realtà cuneese.

"Impensabile - affermano - che i percorsi, i tempi e le geometrie di tutte le tratte coinvolte nel complesso dedalo dei trasporti scolastici cuneesi (che incrocia vettori locali, servizi dedicati, tratte ferroviarie, coincidenze e cambi - spesso frutto di anni di interventi puntuali e migliorativi) possano essere replicati nella fascia oraria successiva. In tutta sincerità le assicurazioni che ci giungono (dai decisori politici e non dagli operatori del settore, che al contrario esprimono le nostre stesse preoccupazioni) non ci rassicurano affatto, anche in forza di esperienze pregresse nelle quali i fatti conseguenti si sono incaricati di sconfessare analoghe e ostinate rassicurazioni. Merita richiamare che il servizio scolastico, a differenza di altri, risponde ad un carattere di universalità e non di 'buona prevalenza' (un solo studente delle vallate o delle Langhe lasciato a piedi vedrà negato un suo diritto)."

Secondo quanto si evince dalla lettera stando a contatti informali tenuti dai dirigenti con i soggetti che gestiscono alcuni vettori fondamentali del trasporto pubblico "anche per carenza di mezzi e di risorse" ci sarebbero forti dubbi sul fatto che si possa duplicare il sistema complessivo del trasporto scolastico nelle due ore successive. "Impensabile replicare gli orari quando le coincidenze incrociano scambi treno-autobus su fasce mattutine assai più diradate nelle corse o, ad esempio, nei treni interregionali."

CRITICITA' NELLA RIELABORAZIONE DELL'ORARIO SCOLASTICO

Nella lettera i 25 dirigenti espongono le criticità relative alla rielaborazione dell'orario scolastico. Orario, scrivono, "messo a punto attraverso un lavoro certosino delle commissioni orario di ogni scuola, che hanno lavorato nell’estate per centinaia di ore e che non potrebbero realisticamente, in poche settimane, ripensarlo integralmente".

"Il layout rigido per il distanziamento nelle aule ne ha rese alcune inidonee ad ospitare classi più numerose - spiegano - spesso il numero di aule è inferiore al numero delle classi, il che rende necessario il ricorso all’avvicendamento nei laboratori."

Inoltre "I numeri e la presenza di studenti con disabilità insieme ai docenti di sostegno rendono non interscambiabili aule e classi - continuano - le palestre spesso di proprietà degli enti locali sono concesse da convenzione soltanto fino alle 14 e il personale ATA che attende al compito di igienizzazione continua dei locali, sulle scuole superiori non è stato potenziato da organico Covid, come è invece successo alle scuole primarie."

Infine, secondo i 25 firmatari, "estendere la permanenza a scuola su due turni, in sedi distaccate dove spesso il personale è ridotto ai minimi termini, rischia di rendere impossibile il rispetto dei protocolli COVID."

SCELTA CHE IMPATTA SULLA "SOSTENIBILITA' DIDATTICA"

Alcuni dubbi sorgono sull'impatto a livello della "sostenibilità didattica".

"Uno studente che parta alle 8 di casa per giungere a scuola alle 10, frequentare le lezioni fino alle 16 - si chiedono - per poi rientrare in serata a dimora, quando e dove mangerebbe ogni giorno il pranzo? Le scuole non sono attrezzate al servizio mensa e i protocolli COVID ingiungono severe restrizioni sull’intervallo, che è stato infatti quasi generalmente abolito."

Ma poi la missiva pone l'attenzione sul tempo per lo studio: "Lo stesso studente quando potrebbe studiare? Non crediamo che il tempo dello studio possa essere trascurato o penalizzato in modo così rimarchevole da un modello organizzativo che nuoce gravemente ad ogni sua possibile fruizione."

"Le scuole superiori della Provincia di Cuneo - spiegano - svettano da anni e omogeneamente nelle indagini internazionali e nazionali (Eduscopio, Invalsi, etc) anche perché da sempre è presidiata la qualità dello studio individuale. Noi crediamo che questo patrimonio immateriale non possa essere sacrificato sull’altare di un’idea che viene calata dall’alto sul destino prossimo di ogni scuola e di ogni ragazzo cuneese."

COME FARE CON I LABORATORI POMERIDIANI?

Molte le incertezze, tra cui anche quelle relative "a tutte le attività di recupero e di programmazione collegiale e a quelle di valutazione periodica (consigli di classe e scrutini), a quelle extrascolastiche ed extracurricolari, che dovrebbero tutte, fatalmente, essere collocate in orario preserale, con ulteriori criticità."

"Inoltre alcune scuole - scrivono - prevedono già ora attività pomeridiane obbligatorie che si sovrapporrebbero alle altre e che quindi non si potrebbero effettuare."

LE PROPOSTE DEI DIRIGENTI DELLE SCUOLE SUPERIORI CUNEESI

In conclusione la missiva propone alcune soluzioni per la risoluzione delle criticità evidenziate nel cuneese.

Sul trasporto chiedono di "Garantire il trasporto del 75% degli studenti, orientando le ulteriori risorse, anziché al raddoppio di tutte le corse, al potenziamento di quelle che ci sono alle 8 e alle 14 (e prevedendole con arrivi intervallati)."

Mentre sull'orario: "Prevedere [...] una didattica in presenza del 75%, portando ad una presenza media - in un mese e a rotazione - di 3 settimane su 4)."

Un modello, per i dirigenti firmatari, "Razionale, sostenibile e del tutto compatibile con le esigenze delle Scuole (e crediamo del sistema dei trasporti cuneese). Un modello che pone al centro le esigenze dei ragazzi, di tutti i ragazzi, anche di quelli che per residenza famigliare appaiono più svantaggiati."

I dirigenti firmatari sono Paola Boggetto (IISS “P.Cillario Ferrero’ di Alba), Paolo Cortese (IIS “Vallauri” di Fossano), Valeria Cout (Iss "L.Einaudi” di Alba), Mara Ferrero (IIS "G. Baruffi" di Ceva), Bruno Gabetti ("Liceo Vasco Beccaria Govone" di Mondovì), Carlo Garavagno (IIS Bianchi Virginio Cuneo), Donatella Garello (IIS Giolitti Bellisario Mondoví), Antonella Germini (IIS "Umberto I" di Alba), Flavio Girodengo (IIS Denina di Saluzzo), Luca Martini (IIS Arimondi-Eula di Savigliano), Alessandra Massucco (IIS Ernesto Guala di Bra), Giacomo Melino (IIS Cigna-Baruffi-Garelli di Mondovì), Giancluca Moretti (IIS Velso Mucci di Bra), Alessandro Parola (Liceo scientifico e classico statale "G. Peano - S. Pellico" di Cuneo), Alessandra Pasquale (Liceo Ancina di Fossano), Ivan Re (Itis "M. Delpozzo" di Cuneo), Milva Rinaudo (IIS "S. Grandis" di Cuneo), Paolo Romeo (Itc Bonelli di Cuneo), Lorenzo Rubini (Liceo G.B. Bodoni di Saluzzo), Mariella Rulfi (Liceo Statale “E. DeAmicis” di Cuneo), Francesca Scarfì (Liceo "Giolitti - Gandino" di Bra), Alessandra Tugnoli (IIS “Soleri Bertoni” di Saluzzo), Patrizia Venditti (IIS Virginio Donadio di Cuneo), Anna Viarengo (Liceo Scientifico "L. Cocito " - Alba), Alessandro Zanella (Istituto Magistrale Statale "L. da Vinci" di Alba).

Daniele Caponnetto

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