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Attualità | 11 dicembre 2020, 11:28

Scuola, gli studenti della Granda guardano alla soluzione a settimane alterne: "Perché non è stata presa in considerazione sin da gennaio?"

Anche i rappresentanti degli studenti dei vari istituti scrivono al Prefetto di Cuneo: "Per molti di noi uscire alle 16 vorrebbe dire arrivare a casa tra le 17 e le 17,30. Quando avremo il tempo di studiare e, anche, di avere momenti di svago?"

Foto generica

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Anche i rappresentanti degli istituti superiori della provincia di Cuneo scrivono al Prefetto in merito alla previsione di riapertura delle scuole in presenza in gennaio e alla conseguente distribuzione degli studenti nelle scuole secondarie di secondo grado secondo il sistema dei doppi turni, facendosi portavoce delle istanze degli studenti stessi.

A firmare la lettera gli studenti degli istituti ITIS Mario Delpozzo di Cuneo, Istituto Agrario Umberto Primo di Verzuolo, Liceo G. B. Bodoni di Saluzzo, IIS Giancarlo Vallauri di Fossano, Istituto Superiore Soleri-Bertoni di Saluzzo, Istituto Superiore Aimone Cravetta, IIS Luigi Einaudi di Alba IISS Piera Cillario Ferrero di Alba, ITC F.A. Bonelli di Cuneo, Liceo Scientifico-Classico S. Pellico e G. Peano di Cuneo, Liceo Statale E. De Amicis di Cuneo, Istituto Superiore Sebastiano Grandis di Cuneo, IISS Piera Cillario Ferrero di Neive, Liceo Artistico Ego Bianchi di Cuneo, IIS Virginio Donadio di Cuneo e Liceo Scientifico Leonardo Cocito di Alba.

"Molti studenti faticherebbero a trovare il tempo per lo studio se dovessero tornare a casa nel tardo pomeriggio - si legge nella lettera - . Lo studio non è infatti un’attività che si può svolgere quando si ha un momento libero ma necessita di tempo continuato di concentrazione. Per i maturandi il problema sarebbe ampliato poiché preparare un esame è un’attività che richiede molto tempo e non si può fare un po’ alla volta. Tanti istituti della nostra provincia, poi, hanno lezioni anche al pomeriggio, e questo porterebbe le lezioni a finire a delle ore molto tarde per gli studenti del secondo turno. Molti istituti propongono progetti extra rispetto all’attività scolastica, quando avremmo il tempo di portarli avanti?"

Ma per gli scriventi i disagi possibili non si esauriscono qui. "Negli istituti superiori non è presente una mensa scolastica e pertanto ci chiediamo come la Regione abbia pensato di risolvere il problema sia organizzativo che economico. Anche ipotizzando una distribuzione di pasti nelle scuole da parte della Regione vorremmo ricordare che nelle scuole superiori non è previsto uno spazio adatto a far pranzare a debita distanza 500 studenti o più. Inoltre, per molti studenti risulterebbe scomodo se non impossibile raggiungere l’istituto in orario per l’inizio delle lezioni e comunque tornare a casa in tempo utile per lo studio. Chi assicurerà che non vi siano studenti che, dovendo prendere coincidenze di mezzi, vengano “lasciati per strada”? Chi tutelerà la loro incolumità o chi sarà responsabile di eventuali problemi a studenti durante il rientro?"

"Per molti di noi uscire alle 16 vorrebbe dire arrivare a casa tra le 17 e le 17,30 (e per alcuni anche oltre) - proseguono gli studenti - . Quando avremo il tempo di studiare, di approfondire, di fare i compiti (diritto all’apprendimento)… e lasciatecelo dire: anche di avere momenti di svago (diritto alla vita)?"

Opzione più vantaggiosa, invece, parrebbe essere quella a cadenza a settimane alterne e comunque con la possibilità di seguire i giorni laboratoriali (ovvero quei 2-3 giorni nei quali vi sono attività laboratoriali): "Adottando questa modalità si otterrebbe un numero effettivo di persone presenti nell’istituto nettamente inferiore alla modalità con doppio turno, e si eviterebbero potenziali assembramenti. Probabilmente si risolverebbero anche i problemi sui mezzi di trasporto che peraltro avrebbero dovuto essere potenziati fino da settembre".

"Non riusciamo a capire perché la modalità a settimane alterne (o con la possibilità di effettuare i soli giorni con attività laboratoriali) non sia stata presa in considerazione anche solo come sperimentazione nel mese di gennaio. Inoltre, benché la scuola ricopra un ruolo centrale nella nostra vita, è bene lasciare spazio a tutte quelle attività che ci permettono di crescere come persone e sviluppare i nostri interessi. Non siamo completamente sicuri che un sistema a doppi turni in cui sono gli orari scolastici a dettare la nostra organizzazione soddisfi queste nostre esigenze" concludono gli scriventi.

redazione

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