“Cambiare idea non sempre è un demerito. Anzi, se si va in linea con il volere dei cittadini può essere un merito”.
È questa la speranza che si cela all’interno dei due documenti presentati nella serata di ieri (lunedì 21 dicembre) al consiglio comunale di Cuneo – un’interpellanza presentata da Alberto Coggiola (FdI) e un ordine del giorno di Ugo Sturlese (Cuneo per i Beni Comuni) - , entrambi incentrati sulla richiesta di nuove informazioni rispetto al progetto di restyling di piazza Europa.
Presentato mercoledì 9 dicembre alla II^ commissione consiliare, la nuova versione del progetto del Bando Periferie non ha convinto molti consiglieri di minoranza e – esattamente come la sua precedente versione – si è subito contraddistinto quale argomento “caldo”.
L’interpellanza di Coggiola – partendo dal parere fortemente contrario ufficializzato dalla Consulta dei Quartieri della città - ha domandato se l’amministrazione possa avere l’intenzione di abbandonare un progetto osteggiato unanimamente da tutta la popolazione e soprattutto dai residenti, un vero e proprio “dispendio di risorse ed energie”; l’ordine del giorno ha chiesto invece l’esibizione di alcuni documenti relativi al nuovo progetto: i pareri ufficiali e documentati di approvazione dell’organo competente della Presidenza del Consiglio che avallino la nuova procedura - che prevede modalità diverse di finanziamento (finanza comunale e non più Project Financing) e l’adozione di un progetto diverso da quello presentato al momento della domanda - la dichiarazione del Responsabile Unico del Procedimento (RUP) che certifichi la conformità del nuovo Piano di fattibilità sia sotto il profilo della viabilità che della destinazione dei volumi di nuova costruzione, e la documentazione delle forme e delle voci di finanziamento mediante cessione di beni di proprietà pubblica e la loro certezza di realizzazione.
- IL DIBATTITO
Protagonisti del dibattito – oltre ai due proponenti – sono stati il consigliere Luca Pellegrino e l’assessore Davide Dalmasso.
Il primo, ufficializzando subito l’intenzione della maggioranza di votare contro l’ordine del giorno, ha sottolineato come tre siano i principali argomenti “pro” del nuovo progetto: “Realizzare, in un’area chiaramente in difficoltà dal punto di vista della necessità, parcheggi e box, sopperire alla mancanza di parcheggi realizzata dagli altri interventi di riqualificazione dell’intera città, cosa che non diminuisce comunque l’impegno sui parcheggi di testata, e il dare un nuovo volto a una delle piazze centrali di Cuneo”. “Il progetto prevede un co-finanziamento oltre a quello realizzato vendendo i parcheggi ma senza specifiche: nella prima versione si sostanziava in una forma privata e ora invece in modalità pubblica – ha concluso Pellegrino - . La nuova proposta progettuale, inoltre, andrebbe a mantenere la viabilità dell’area pur modificandola nell’accessibilità rispetto a quella attuale”.
“Nessuna pervicacia da parte nostra, solo convinzione nel sostenere un progetto che riteniamo davvero positivo – ha detto l’assessore Dalmasso - . Sono rimasto stupito dalla presa di posizione della Consulta dei Quartieri: non è esatto sostenere che l’intervento in piazza Europa pregiudichi quelli nelle frazioni, che hanno le proprie voci di bilancio e che quindi verranno eventualmente realizzati; nel 2016 quando c’è stata la decisione di partecipare al Bando Periferie, poi, la cosa è stata condivisa con i Comitati di Quartiere, e abbiamo realizzato altri incontri specifici con quelli direttamente coinvolti come quello di Cuneo Nuova, prima e dopo le elezioni del 2017: è stato ampiamente rispettato il ruolo consultivo dei Comitati di Quartiere, con cui abbiamo confronti costanti”.
Le risposte non hanno lasciato particolarmente soddisfatti i proponenti. “Esco da questa discussione più perplesso che mai – ha sottolineato Sturlese - , perché secondo il PAESC il problema della mancanza di parcheggi, a Cuneo, non sussiste ed è inoltre chiarito sul DUP che a coprire l’intervento di piazza Europa sarà la vendita, attualmente infruttuosa, di cascina Leonotto. Qui si parla di responsabilità collettive di cui qualcuno dovrà rispondere, il consiglio comunale non può far finta di niente”.
L’ordine del giorno è stato respinto dall’assemblea con 17 voti su 25.














