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Attualità | 30 dicembre 2020, 17:24

Savigliano, con il PEF la bolletta della Tari potrebbe aumentare a causa della nuova normativa

Tesio: “Esempio di burocrazia che non semplifica la vita ai cittadini”. Approvata dal Consiglio la delibera per la presa d’atto con riserva sul piano per il calcolo della tariffa sui rifiuti redatto sui principi dell’Arera

Savigliano, con il PEF la bolletta della Tari potrebbe aumentare a causa della nuova normativa

E’ piccato l’intervento dell’assessore Paolo Tesio sulla questione del nuovo Piano Economico Finanziario (PEF) relativo ai metodi di calcolo della tariffa sui rifiuti (Tari) per il 2021. 

“Questa modifica per il calcolo del metodo tariffario, credo sia una classica complicazione della burocrazia italiana - ha commentato durante l’ultimo Consiglio comunale - ci si potrebbe trovare nella situazione in cui l’amministrazione comunale debba richiedere aumenti tariffari ai cittadini senza che questo comporti un miglioramento sul servizio o a fronte di modifiche al servizio, stiamo parlando solo di calcolare la tari in modo diverso.”

Al 21 dicembre 2020, infatti all’ufficio tributi è pervenuto il Piano Economico Finanziario (PEF) relativo ai costi servizi integrati per la gestione rifiuti 2020, redatto da Csea in base ai nuovi principi stabiliti dalla Arera. 

Una novità perché in passato il PEF era predisposto a livello previsionale dal gestore e dal Comune e poi approvato dal Consiglio comunale per costituire la base delle tariffe TARI. 

Non sarà più così. “La Arera - ha spiegato l’assessore Michele Lovera per uniformare i parametri di definizione dei costi del servizio dei rifiuti ha predisposto un nuovo metodo tariffario sui rifiuti che prevede non più l’approvazione del Consiglio comunale, ma una presa d’atto entro il 31 dicembre 2020, dobbiamo dunque prendere atto in questo consiglio dei dati rilevati dal gestore”.

Si tratta di una modifica importante perché fino all’anno scorso appunto il Comune, confrontandosi con Arera predisponeva il Pef, che era poi portato in Consiglio per l’approvazione, dopodichè in base al piano, venivano predisposte le bollette della Tari.  

“Ora il comune prende atto, ma l’approvazione è di competenza della Arera. Non sappiamo quando - ha aggiunto Lovera -, probabilmente con tempi biblici, sarà approvato un piano finanziario redatto senza supporto del Comune e in base dalle direttive della Arera stessa”. 

Nel caso di Savigliano, i dati sono validati dallo Csea, ed essendo il primo anno in cui doveva applicare la normativa in itinere si è avvalsa di una società privata di consulenza.

“I costi saranno stati elaborati nel rispetto dei principi della Arera, ma poiché ci sono pervenuti solo il 21 dicembre non abbiamo potuto procedere a un confronto in tempo utile per il rispetto delle tempistiche per la presa d’atto in Consiglio”. 

“Senza incontro diretto con lo Csea, con gli uffici finanziari, non siamo in grado di dirvi con quale precisione questi codici siano stati effettuati e non possiamo garantire come sono stati compilati”. 

Per questo l’assessore Lovera ha proposto una delibera, approvata dal Consiglio comunale, per la presa d’atto, con riserva.  

“La delibera parla di sospensiva condizionata. Il comune è tenuto a prendere atto, ma al tempo stesso intende verificare ed entrare nel merito dei principi applicati”. 

Anche perché il metodo Arera, come ha spiegato Lovera presenta “costi efficienti congrui definiti con riferimento al secondo anno precedente, con riferimenti dunque ai costi del 2018, con applicazione del meccanismo di conguaglio e limiti di crescita tariffaria uguali a livello nazionale”. 

“Sicuramente - ha concluso l’assessore -  i consorzi hanno applicato nel miglior modo possibile le direttive. Lo Csea si è fatto supportare da una ditta specializzata per far sì che i numeri fossero il più precisi possibili, ma noi non essendo stati coinvolti non non siamo riusciti a entrare nel merito”

Tutto questo in momento in cui Savigliano ha raggiunto il 73% di percentuale della raccolta differenziata, nonostante questo ci potrebbero essere di condizioni di fare dei conguagli al rialzo ai cittadini. 

A maggio a tal proposito l’assessore Tesio si era confrontato con diversi assessori della provincia con cui avevano redatto e inviato una lettera a Governo e Arera per posticipare il nuovo metodo almeno al 2021, anche per via delle problematiche del Covid. Proposta che non è stata accolta. “Permane questo obbligo di aggiornare il piano tariffario - ha aggiunto rassegnato l’assessore - credo sia un esempio di burocrazia che non semplifica la vita dei cittadini”. 

Chiara Gallo

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