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Politica | 31 dicembre 2020, 17:36

Regione, implode il gruppo 5 Stelle: su cinque consiglieri due se ne vanno

Lasciano il candidato presidente alle regionali 2019, Giorgio Bertola, e l’ex capogruppo Francesca Frediani. Resta fedele l’albese Ivano Martinetti, unico consigliere regionale pentastellato eletto nel Cuneese

Regione, implode il gruppo 5 Stelle: su cinque consiglieri due se ne vanno

Fine anno con terremoto nel gruppo regionale del Movimento 5 Stelle. Due big piemontesi, Giorgio Bertola, già candidato presidente alle regionali del 2019 e Francesca Frediani, ex capogruppo, se ne sono andati non riconoscendosi più nella maggioranza del partito che a livello nazionale fa capo a Luigi Di Maio, Vito Crimi e Roberto Fico.

I due, considerati vicini ad Alessandro Di Battista, insofferenti da tempo,  hanno accentuato le loro critiche dopo gli Stati Generali fino ad arrivare alle estreme conseguenze con l’abbandono.

Un gesto che dimezza il gruppo e spacca il partito in Piemonte ponendo interrogativi sul futuro del Movimento 5 Stelle in vista delle prossime amministrative di Torino e nella prospettiva di altri, nuovi eventuali appuntamenti elettorali.      

La Frediani, da sempre polemica sul caso Tav,  aveva già rassegnato le dimissioni da capogruppo nell’aprile  del 2020, venendo sostituita da Sean Sacco. Attualmente , dunque, il gruppo conta solo più tre consiglieri: oltre a Sacco, Sarah Disabitato e l’albese Ivano Martinetti, unico consigliere regionale pentastellato eletto nel Cuneese, nel ruolo di vicepresidente.

“Da quanto ne so – si limita a commentare Martinetti – la fuoriuscita di Bertola e Frediani ha poco a che vedere con le questioni regionali. Credo riguardi soprattutto le vicende nazionali del nostro partito”.

I tre consiglieri rimasti hanno diramato una nota stampa nella quale evitano qualsiasi tono polemico, quasi a minimizzare la scissione.

“Apprendiamo, con rammarico – scrivono -, della decisione di due colleghi di abbandonare il gruppo consiliare. I cittadini che hanno votato con fiducia il nostro simbolo alle elezioni regionali potranno comunque contare su di noi. Rimarremo al nostro posto, con coerenza. Il Movimento 5 Stelle – aggiungono - a livello nazionale sta affrontando la sfida più difficile, importante ed impegnativa degli ultimi decenni ed anche noi, in Consiglio regionale, sentiamo il peso di questa responsabilità. Il nostro gruppo continuerà a lavorare con massimo impegno per dare voce a tutti i cittadini che,  un anno e mezzo fa, hanno scelto di essere rappresentati in Regione Piemonte dal Movimento. Un lavoro che proseguirà in aula, in commissione così come sul territorio a sostegno di tutti i gruppi locali che potranno contare sui consiglieri regionali per l'intera legislatura. Affronteremo ogni provvedimento – promettono Sacco, Martinetti e Disabitato - con serietà e coerenza. Gli stessi che accompagnano il nostro gruppo fin dal 2010, anno in cui proprio nel nostro Piemonte vennero eletti i primi consiglieri regionali nella storia del Movimento 5 Stelle”.

Un linguaggio paludato, ben lontano, come si può notare, dai toni usati agli esordi da Grillo&C, che documenta inequivocabilmente la mutazione genetica in corso (e non ancora conclusa) tra i 5 Stelle.

 

GpT

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