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Sanità | 31 dicembre 2020, 15:58

Vaccinazioni anti-Covid, tocca ai vertici dell'Asl CN2: "Questo vaccino è un orgoglio della scienza"

Sono 5.600, su una platea di 7.000 potenzialmente vaccinabili, le persone che hanno fornito la loro preventiva adesione informale alla prima fase della vaccinazione, che dovrebbe concludersi entro il mese di gennaio. Effetti collaterali? Per il direttore generale Veglio "È più facile schiantarsi in auto come effetto collaterale dopo aver assunto un antibiotico"

Il direttore generale dell'ASL CN2, Massimo Veglio

Il direttore generale dell'ASL CN2, Massimo Veglio

Dopo il dottor Valter Iberti, medico della Medicina d’Urgenza, primo sanitario dell’Asl CN2 a ricevere una delle 975 dosi di vaccino Pfizer BioNTech arrivate nella mattinata di ieri al nuovo ospedale di Verduno, alle 13 di oggi è stata la volta di Massimo Veglio e Mario Traina, rispettivamente direttore generale e direttore sanitario dell’Asl CN2, e di Luciano Scalise, direttore della Fondazione nuovo ospedale Alba-Bra Onlus.

“Quello di oggi è un momento fortemente atteso, dopo l’avvio simbolico del 27 dicembre in tutta Europa: oggi in tutto il Piemonte e in tutta Italia è cominciata la campagna vaccinale aperta alla popolazione – afferma il direttore generale dell’Asl CN2, Massimo Veglio –. In questa prima fase la vaccinazione è riservata esclusivamente ad alcune categorie di persone: tutto il personale che opera a qualsiasi titolo nelle strutture pubbliche dell’Asl CN2 (l’ospedale Michele e Pietro Ferrero di Verduno e le varie strutture distrettuali) e nelle strutture private accreditate (Clinica Città di Bra e Casa di Cura San Michele di Bra, oltre al Centro Ferrero di Alba e alla Casa di Cura 'La Residenza' di Rodello), oltre agli operatori, anche qui a qualsiasi titolo, e agli ospiti di RSA ed RA del territorio, 40 in tutto”.

Quindi medici, operatori delle varie professioni sanitarie, ma anche amministrativi, elettricisti, cuochi, operai delle manutenzioni e addetti alle pulizie, per fare qualche esempio, che insieme ai circa 3.000 ospiti di residenze per anziani e residenze assistenziali avranno accesso alle prime somministrazioni del vaccino Pfizer BioNTech. Continuando con i numeri, 5.600 persone in tutto, su una platea di 7.000 potenzialmente vaccinabili, che da oggi alla fine di gennaio hanno manifestato informalmente la propria volontà di ricevere una prima dose di vaccino e, 21 giorni dopo, il richiamo che – dopo sette giorni dalla prima inoculazione – dovrebbe garantire l’immunità al Covid-19 (con una precisione del 95%).

“L’intento è duplice – continua Veglio –: da un lato l’obiettivo è quello di proteggere direttamente chi riceverà il vaccino, dall’altro si lavora per rendere queste comunità resistenti all’attacco del virus, per garantire la piena operatività delle strutture così da poter rispondere alle necessità di cura, puntando a raggiungere l’immunità di gregge. Non essendo il vaccino immunizzante al 100%, resta vero il messaggio che la vaccinazione è un portone per uscire dalla stanza buia della pandemia, ma non ci esime dall’osservare con rigore le regole del confinamento sociale ormai note (mantenere 1 o 2 metri di distanza gli uni dagli altri, usare la mascherina, lavarsi e igienizzare frequentemente le mani, arieggiare gli ambienti) e le norme previste dalle autorità centrali. Quelle che a molti sembrano troppo restrittive e che per noi, addetti ai lavori, lo sembrano sempre troppo poco. Finché non si raggiungerà l’immunità di gregge, il virus continuerà a circolare. Per questo è importante che le persone si facciano vaccinare: la vaccinazione serve alla singola persona, ma soprattutto alla comunità”.

Possibili effetti collaterali? “La nota informativa è pubblicata pressoché ovunque, compreso il sito dell’Asl. Il vaccino ha possibili effetti collaterali, ben esplicitati, ma decisamente meno gravi del Covid stesso. Nel 90% dei casi non ha conseguenze di alcun tipo, mentre il restante 10% può avere piccole reazioni locali, come per qualunque vaccino, un po’ di malessere, stanchezza, qualche linea di febbre, che durano al massimo 24 ore e che non richiedono cure particolari se non, al massimo, una tachipirina. È più facile schiantarsi in auto come effetto collaterale dopo aver assunto un antibiotico, che ha effetti collaterali potenzialmente più impattanti”.

Si è cominciato dunque oggi, con le prime 102 somministrazioni programmate (calcolando 6 dosi per ogni fiala, anche se, con il tempo e una maggiore padronanza nelle somministrazioni, si potrà arrivare anche a 7 dosi) a Verduno, cui vanno ad aggiungersi le 150 in programma nelle due RSA servite per prime, il Cottolengo e l’Ottolenghi di Alba. Si proseguirà poi da lunedì 4 gennaio, con un numero variabile tra le 150 e le 200 somministrazioni circa nei 3 ambulatori attivi a Verduno e più o meno altrettante vaccinazioni di ospiti e personale nelle RSA. Nel mese di gennaio, quindi, dovrebbe chiarirsi la strategia per la vaccinazione del resto della popolazione, a cominciare – pare – da categorie più fragili, personale scolastico e delle forze dell’ordine.

“Questo vaccino è un orgoglio della scienza – chiude il direttore sanitario dell’Asl CN2, Mario Traina –. L’infezione da Coronavirus fa sì che il virus attraverso l’RNA, sua componente vitale, produca una proteina che si attacca alle cellule. Questo ha come conseguenza il fatto che la cellula si apra per accogliere questo ‘ospite indesiderato’, facendo sì che si replichi e provochi la malattia. Il vaccino, studiato e creato in tempi ridottissimi, contiene un RNA messaggero del Coronavirus che produce questa proteina inattivata: la proteina scatena quindi la risposta anticorpale specifica. È l’unica arma di cui disponiamo per arrestare la pandemia, dal punto di vista clinico, e probabilmente anche per dare ossigeno all’economia”.

Pietro Ramunno

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