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Economia | 19 gennaio 2021, 19:24

Ghisolfi: "Educazione finanziaria alleata della salute umana ed economica"

Riceviamo e pubblichiamo

Ghisolfi: "Educazione finanziaria alleata della salute umana ed economica"

Il rappresentante governativo presso il Ministero dell’Economia annuncia il potenziamento del competente Comitato finalizzato a rafforzare le strategie educative e di alfabetizzazione della popolazione: strategico per canalizzare in maniera incentivata e sicura, verso gli investimenti produttivi e verso la ripresa Italiana, i 127 miliardi rimasti giacenti e accantonati sui conti correnti delle famiglie in termini di maggiore risparmio e di minori consumi durante la prima ondata della pandemia

Già lo stesso Ghisolfi, un anno fa e mezzo fa, ebbe a coniare la definizione di spread come tassa gravante sui poveri, in quanto foriera di aumenti al costo del denaro, con difficoltà di accesso ai prestiti, e al costo del debito pubblico, con conseguenti aggravi del carico fiscale molto penalizzante per le classi medie e i redditi fissi

 

L’educazione finanziaria si evolve in parallelo alla salute umana e a quella macro economica del Paese: se essa è carente o insufficiente, a risentirne in maniera e misura più grave sono le categorie sociali meno tutelate, con una crescita abnorme dei costi diretti e indiretti, non assicurati né assicurabili, a carico di queste ultime e del sistema Italia in termini generali.

Il concetto è stato ribadito con forza in occasione del seminario web, partecipato dalla Professoressa Anna Maria Lusardi, Coordinatrice del Comitato ministeriale per il coordinamento delle strategie educative, e dal Sottosegretario al Ministero dell’economia e delle finanze – MEF, Onorevole Pier Paolo Baretta. Anna Maria Lusardi è la principale esperta e studiosa, a livello internazionale, delle interrelazioni esistenti fra deficit di cultura finanziaria e deficit negli apparati immunitari e di salute delle persone, che culminano nelle patologie da ansia economica esplose tragicamente nella prima e seconda ondata del covid a discapito delle famiglie non garantite o non raggiunte dalle reti di protezione istituzionale e sociale.

Il Sottosegretario Baretta ha pertanto annunciato un progetto finalizzato al rafforzamento del ruolo e delle competenze Comitato ministeriale e della strategia nazionale, facente capo allo stesso, per la ulteriore capillarizzazione dell’educazione finanziaria in modo da raggiungere, in presenza e in remoto, il maggior numero possibile di cittadini e famiglie, operatori economici e addetti ai lavori, perché – come è stato ribadito dal rappresentante del Governo e del Ministero MEF – “l’educazione finanziaria può svolgere una funzione di certa importanza per creare un clima di fiducia favorevole allo smobilizzo produttivo, e in sicurezza, dei 127 miliardi di euro di maggiori risparmi e di minori consumi accantonati sui conti correnti degli Italiani da inizio pandemia a oggi”. Risorse equivalenti a tre leggi annuali finanziarie dello Stato e all’intero scostamento di bilancio approvato da Governo e Parlamento da marzo 2020 ai giorni nostri; e il cui investimento, in condizioni sicure e incentivanti, darebbe un contributo a riequilibrare i dualismi e i divari sociali venutisi a creare o ad accentuare negli ultimi mesi fra tutelati e non tutelati nel mondo del lavoro e nelle politiche dei redditi.

Concetti ai quali si allinea da sempre l'opera editoriale, e divulgativa, del Banchiere e scrittore Beppe Ghisolfi, il quale sia con la Professoressa Lusardi sia con il Sottosegretario Baretta ha condiviso tematiche ed eventi pubblici intorno agli stessi argomenti: a proposito di come la non completa conoscenza degli andamenti finanziari, e del loro impatto sull'economia reale, possa incidere sull’aggravamento degli squilibri sociali, Ghisolfi ebbe a dire, in una celebre dichiarazione nel corso di un programma RAI, che lo “spread”, all’epoca triste protagonista del mercato dei titoli di Stato, equivaleva – in un parallelo con la famosa definizione di Luigi Einaudi sull’inflazione – a “una tassa sui poveri, in quanto determina un aumento del costo del denaro con minore accesso ai prestiti e un aumento del costo del debito pubblico con maggiori oneri fiscali a carico dei redditi fissi e medio-bassi”.

comunicato stampa

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