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Attualità | 09 marzo 2021, 13:43

Siti Natura 2000, le associazioni ambientaliste di Cuneo scrivono alla Regione: "Al più presto un coordinamento"

Si tratta di una serie di siti individuati dalla direttiva europea Habitat come luoghi di promozione della biodiversità; in Piemonte mancherebbero i fondi europei con cui realizzare le attività di promozione e informazione

Foto generica

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Un'organizzazione coordinata regionale e locale per informare e promuovere la conoscenza della rete Natura 2000: è questo che le associazioni ambientaliste del cuneese Legambiente, LIPU, Pro Natura, Cuneo Birding e Italia Nostra hanno richiesto alla Regione Piemonte tramite una lettera firmata dai rappresentanti Bruno Piacenza, Silvio Galfrè, Domenico Sanino, Albino Gosmar e Alberto Collidà.

La rete dei Siti Natura 2000 è stata istituita nel maggio 1992 dalla direttiva europea Habitat, che ha portato alla luce i Siti di Importanza Comunitaria nelle Zone Speciali di Conservazione e in quelle di Protezione Speciali, allo scopo di promuovere la biodiversità del territorio italiano conservando specie animali e vegetali a rischio: "Una Direttiva europea di enorme portata per le politiche di tutela dell'ambiente - sostengono le associazioni nella lettera - . Per la prima volta si sono istituite aree protette di interesse comunitario per la protezione di specie ed habitat secondo standard europei".

A gestire i siti sono le Regioni, con differenze rilevanti all'interno del Paese: "La Regione Piemonte ha recepito e organizzato in modo organico tutta la normativa nella legge regionale 19/2009 "Testo unico per le aree protette e la tutela della biodiversità", che in maniera esauriente regola la materia, e ha istituito la Rete regionale delle aree protette. Successivamente sono state approvate le “Misure di Conservazione per la tutela dei siti della Rete Natura 2000 del Piemonte”".

A distanza di anni, però, le associazioni sottolineano la presenza di un contesto piuttosto deficitario, prima di tutto per mancanza di un'adeguata informazione: "L'opinione pubblica in generale non conosce i Siti Natura, ma altrettanto non conoscono bene la normativa molti amministratori locali dei Comuni dove sono situati i siti della rete Natura 2000; per non parlare dei privati proprietari dei terreni interessati che non hanno idea di che cosa sia la Rete Natura e del perché vengano imposti divieti e vincoli".

A mancare insomma - dato anche che, non più tardi del 18 dicembre scorso, la Giunta Regionale ha approvato le azioni da perseguire in questo senso - sembrano essere i fondi europei specifici.

redazione

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