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Attualità | 13 marzo 2021, 13:13

Caritas Saluzzo, riapre con una nuova gestione la Casa di Pronta Accoglienza di corso Piemonte

Inaugurazione giovedì 25 marzo. Sarà intitolata a monsignor Diego Bona, lo spazio polivalente nel cortile a Anna Maria Busso. La nuova gestione vede Caritas con l’Associazione AVASS, la Comunità Cenacolo e la comunità francescana di San Bernardino con Frate Andrea Nico Grossi a gestire la mensa. Si ringraziano i cittadini per l’aiuto con il dono di prodotti alimentari dell'orto

Saluzzo, la Casa di Pronta Accoglienza CARITAS

Saluzzo, la Casa di Pronta Accoglienza CARITAS

 

Giovedì 25 marzo  alle 11, si riaprirà la Casa di Pronta Accoglienza, in corso Piemonte 56, con una nuova gestione che vede la collaborazione della Caritas  Saluzzo con l’Associazione AVASS, la Comunità Cenacolo e la comunità francescana di San Bernardino, con Frate Andrea Nico Grossi a gestire il servizio mensa, che sarà attivo con quello di dormitorio, per venire incontro ai bisogni delle persone indigenti.

“La Caritas ha come vocazione, attinta proprio dal Vangelo, di dare il cibo, dove riposare, dove poter trovare abiti nuovi e poter curare il proprio corpo - afferma il vescovo Cristiano Bodo, nell’anniversario del suo quarto anno di insediamento  nella Diocesi saluzzese - È la vocazione del Buon Samaritano che ci interpella come Chiesa e come credenti. Questo è il profondo significato di continuare la missione della struttura che genericamente chiamiamo Dormitorio e la Mensa dei bisognosi, per rispondere al mandato di Gesù. La speranza che i giovani possano anche loro aggregarsi nelle diverse attività perché il Vangelo sia un Vangelo vivo, un Vangelo che si concretizza nelle scelte della vita.

Ognuno si senta invitato a dare il proprio aiuto o contributo affinché questi ospiti che la Bibbia definisce Angeli accolti siano sostenuti da tutta la comunità diocesana".

Aggiunge Carlo Rubiolo, direttore  Caritas: “Dopo il cambio di gestione dall’Associazione Papa Giovanni XXIII alla Caritas direttamente il 25 marzo , ci sarà l’inaugurazione della Casa di Pronta Accoglienza che sarà intitolata a Monsignor Diego Bona (Vescovo di Saluzzo, prima di monsignor Guerrini) e contemporaneamente una piccola cerimonia di intitolazione dello spazio polivalente nel cortile di Corso Piemonte 56 ad Anna Maria Olivero Busso che è stata in passato direttrice della Caritas per 10 anni.

La Casa di Pronta Accoglienza è uno dei servizi più importanti della Caritas perché risponde ai bisogni di persone che si trovano in situazioni drammatiche non avendo un tetto sotto il quale trovare riparo. Per lo svolgimento del servizio dobbiamo ringraziare la generosità della Comunità Cenacolo che garantisce la vigilanza notturna e del Convento di San Bernardino che con Frate Andrea Nico Grossi assicura la presenza di una figura che gestirà la mensa.

Facciamo appello alla generosità dei Saluzzesi che vorranno sostenere l’attività della Mensa con la donazione di prodotti alimentari. Saranno particolarmente graditi i prodotti dell’orto”.

La Casa di Pronta Accoglienza, intitolata a Monsignor Bona, potrà ospitare 11 persone, tutti uomini, al secondo piano dove si trovano camere singole e doppie, servizi igienici, uno spazio lavanderia e una piccola stanza adibita a cappella per la preghiera. Al piano terreno si trovano il refettorio e la cucina dove saranno cucinati i pasti distribuiti agli ospiti del dormitorio e a persone indigenti individuate dal Centro di Ascolto e dagli altri servizi Caritas, negli spazi del cortile esterno dove sono stati allestiti tre grandi gazebo per ottemperare alle restrizioni anti-Covid.

Gli ospiti del dormitorio potranno entrare la sera alle 20 per raggiungere il loro posto letto e uscire al mattino dopo la colazione, mentre la distribuzione dei pasti (pranzo e cena) avverrà esclusivamente all’esterno.

La Caritas interverrà con i suoi volontari mentre la Comunità Cenacolo assicurerà la presenza, anche in orario notturno, di due volontari tra i giovani e gli adulti che ha aiutato ad attraversare un percorso di cambiamento per contrastare dipendenze da alcol, droghe o gioco d’azzardo.

A coordinare la mensa, sarà Frate Andrea Nico Grossi, 51 anni, arrivato da Parma dove gestiva un servizio di distribuzione pasti da 150 coperti giornalieri. “Dare un pasto è un modo per prendersi cura delle persone, creare un legame - spiega Frate Andrea - Riportare le persone in relazioni umane “belle” aiuta a smuovere anche le situazioni più difficili, di povertà non solo economica, ma anche umana. I Frati servono non solo per distribuire cibo, ma per creare un luogo  di accoglienza evangelica. Un pasto curato e un luogo accogliente aiutano ad “abbassare le difese” di persone che a volte sono aggressive solo perché abituate a doversi sempre difendere".

 

comunicato stampa

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