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Attualità | 21 marzo 2021, 07:30

Marzo mese dell'endometriosi, malattia invisibile che colpisce circa 3 milioni di donne in Italia [VIDEO]

Ne abbiamo parlato la dott.ssa Alice Peroglio Carus, direttore facente funzione della Ginecologia e ostetricia di Mondovì: "Patologia subdola, da non sottovalutare"

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Marzo è il mese dedicato alla consapevolezza sull'endometriosi, una patologia cronica e invisibile, di cui si sente parlare ancora troppo poco. 

In Italia, le donne che ricevono una diagnosi di endometriosi sono circa 3 milioni, con un'incidenza di 1 donna su 10. La diagnosi arriva in genere con diversi anni di ritardo, complice il fatto che "i campanelli d'allarme", come i forti dolori prima e durante il ciclo, per un fattore del tutto culturale, vengono considerati normali.

"E' una patologia piuttosto subdola, che occorre non sottovalutare" - spiega la dott.ssa Alice Peroglio Carus, direttore facente funzione della ginecologia ed ostetrica di Mondovì - "Si tratta di una localizzazione al di fuori dell'utero della mucosa che normalmente riveste soltanto la cavità uterina. La malattia si sviluppa in organi diversi e si verifica una mestruazione in luoghi ectopici, per cui possono essere interessati l'ovaio, il peritoneo, le tube, l'intestino o altri organi all'interno della pelvi. Questa mestruazione dà luogo a un sanguinamento che comporta un notevole dolore. Il corpo reagisce creando in queste aree un tessuto fibroso che rischia di peggiorare i sintomi con conseguenze importanti con danni d'organo. Occorre tenere presente che l'endometriosi è un problema diffuso con pesanti conseguenze anche a livello sociale per la donna dunque è fondamentale diventare consapevoli di questa malattia". 

L'endometriosi viene definita malattia invisibile, non perché non vi siano segni, anzi i danni sono notevoli, ma perché chi non la conosce non riesce a comprendere la condizione in cui si trovano le donne che ne soffrono: dolori lancinanti al punto da causare, svenimenti, stanchezza cronica, creano situazioni di disagio nel mantenere rapporti sociali e in ambito lavorativo.

Parlarne è importante per abbattere il muro del silenzio e far aumentare la consapevolezza su questa malattia, come spiega Irene da Torino, che è stata operata a Mondovì nel 2016: "All'inizio ero in imbarazzo, non ne parlavo, ma poi ho trovato il coraggio di raccontare la mia storia perché spero che questo possa aiutare altre donne" (leggi l'intervista completa qui).

Anche quest'anno il 27 marzo, seppur in forma virtuale a causa delle norme per il contenimento del covid, verrà organizzata la maratona "EndoMarch". L'invito dell'organizzazione del team italiano è quello di scattare una foto con indosso qualcosa di giallo, colore simbolo della malattia, e postarla menzionando i canali social del Endomarch Team Italy, utilizzando il seguente slogan: #lontanemaunite diciamo #stopalsenzio: L’ENDOMETRIOSI ESISTE!

Arianna P.

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