MEMO4345. È il nome del percorso didattico museale nella chiesa di Sant'Anna, alle porte di Borgo San Dalmazzo, in via Vittorio Veneto. Un progetto legato al Memoriale della Deportazione che si trova a pochi passi.
Dopo anni di lavori, rallentati dalla pandemia, sta prendendo forma. Tanto che, davanti alla cappella restaurata, trova finalmente spazio l'installazione con il nome del progetto.
Ideato dallo Studio Quadra, i contenuti sono stati curati da Adriana Muncinelli che, insieme ad Elena Fallo, ha scritto il libro “Oltre il nome. Storia degli ebrei stranieri deportati dal campo di Borgo San Dalmazzo ”. È stato realizzato grazie ai finanziamenti della Fondazione CRC, fondi Alcotra (progetto “Vermenagna-Roya. Il nostro patrimonio e il vostro turismo”) e comunali.
“Si tratta di un percorso semplice e fruibile per adulti e ragazzi – spiega la vice sindaco e assessore alla Cultura Roberta Robbione che ha seguito il progetto fin dall'inizio -. Partendo dalla storia degli ebrei a Borgo, si porta a ragionare il visitatore su come si arrivi ad un genocidio e sul perché qualcuno si salvi e invece qualcuno no. Se anche solo una persona sopravvive è perché c'è l'intervento di qualcuno. Un percorso che porta anche a ragionare sul presente e sul rischio che un orrore del genere possa ripetersi, sviluppando una coscienza critica sulla storia e sui percorsi che stiamo vivendo. Un progetto in continuità con il Memoriale della Deportazione, con cui condivide messaggio e linee”.
MEMO4345 ha un triplice significato: memo come memoriale, memo come memoria (riconoscibile in tante lingue), e memo come appunti; 43/45 è invece il periodo storico di riferimento.
I lavori alla chiesa di Sant'Anna sono partiti 15 anni fa, con il primo intervento di restauro e consolidamento della copertura nel 2006
Nel 2012/13 il restauro della facciata, pareti laterali esterne ed abside, la rimozione dell'intonaco interno ammalorato con l'installazione di un sistema per contrastare l'umidità, la rimozione del pavimento interno e sottofondo, il restauro delle finestre lignee e dei serramenti esterni, e le indagini archeologiche nell'interno della chiesa che hanno permesso la datazione dei sette piani ritrovati
Il secondo lotto di lavori tra il 2018 e il 2019 con la realizzazione del nuovo pavimento in cotto, la predisposizione del sottopavimento con impianto termico ed elettrico, il rispristino degli intonaci interni, e il restauro delle armadiature in legno sotto il palco della cantoria
Infine, nel 2019 e 2020, è stato fatto l'impianto elettrico, termico, antincendio e antintrusione; il restauro e il consolidamento delle superfici decorate della volta, e il restauro del coro ligneo.
Insomma è tutto pronto. Resta da fare solo il lavoro sui materiali di divulgazione e pubblicitari, e l'affidamento della gestione.
“Se sarà possibile e la pandemia lo permetterà, l'inaugurazione si terrà in estate – conclude Roberta Robbione -. È un progetto a cui tengo tantissimo per il valore che ha e che può dare. Ringrazio il prezioso lavoro degli uffici Tecnico e Cultura del comune, la dottoressa Cristiana Taricco di Alcotra, e la direzione scientifica di Adriana Muncinelli”.















