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Attualità | 27 aprile 2021, 13:36

"Il dehor davanti alle vetrine pregiudica la visibilità del mio negozio. Il Comune di Cuneo trovi soluzioni alternative"

Il titolare del negozio Crazy, nella centralissima via Roma, evidenzia come i commercianti non siano mai stati coinvolti nella questione dehors. "Non voglio limitare nessuno, ma va cercata una soluzione che sia ottimale per tutti"

"Il dehor davanti alle vetrine pregiudica la visibilità del mio negozio. Il Comune di Cuneo trovi soluzioni alternative"

Da giovedì riaprono i bar, solo all'aperto. Dopo mesi, Cuneo torna in zona gialla e si potrà tornare a bere il caffè o a fare l'aperitivo da seduti, nei dehors della città.

In via Roma, con la pedonalizzazione, la strada si è riempita di tavolini all'aperto e di ombrelloni. Ma in quella via ci sono anche tanti negozi, che dalla strada, con i dehors, non si vedono più. Da quando c'è la pandemia, a meno che non piova, le persone preferiscono evitare i portici e passeggiano, quindi, lungo l'asse centrale della strada, distanti dalle vetrine. Con i dehors, praticamente non si vedono più.

Ed è quanto ha evidenziato il titolare del negozio Crazy, all'inizio di via Roma, aperto dallo scorso mese di ottobre. Josephe da anni ha un banco di articoli sportivi nei martedì di mercato. Dalla fine del 2020 ha deciso di aprire anche un negozio. Ma la questione dehors non gli va giù, perché ritiene che pregiudichi la sua attività.

"Non ce l'ho con nessuno, tantomeno con chi ha un bar. E' stato un anno complicato per tutti. Chiedo solo che si trovi una soluzione e una disposizione dei tavolini che non limiti la visibilità delle mie vetrine", ci dice.

Josephe si è rivolto ad un legale, che ha inviato una lettera al Comune di Cuneo chiedendo una regolamentazione della disposizione dei dehors, "in considerazione dei pregiudizi che ha già cagionato - e potrebbe ancora cagionare - all’attività".

Non soltanto l’estensione dell’area del dehor - comprensivo di tavolini, ombrelloni e fiorire di vario genere - è tale da incidere negativamente sulla visibilità delle vetrine della NO LIMITS S.r.l. dalla pedonale Via Roma, ma la stessa area risulta anche delimitata da una pluralità di vasi contenenti piante che ormai raggiungono (e forse superano) l’altezza massima consentita, pari a 1,6 metri, e che – a causa della non sufficiente e corretta manutenzione – ingombrano in modo inaccettabile la vista dei passanti rispetto alle vetrine del negozio.

L'applicazione del Regolamento comunale, secondo il titolare del negozio, pregiudica i suoi diritti, costituendo un grave impedimento al pieno sfruttamento commerciale delle vetrine del negozio, per l’adeguata pubblicizzazione dei prodotti proposti al pubblico.

L'avvocato invita "l'Amministrazione comunale ad intervenire sollecitamente e a prevedere soluzioni alternative nell’occupazione dello spazio pubblico.

Pur comprendendo, infatti, la necessità di offrire a tutti gli esercizi commerciali locali nuove opportunità per una rapida e completa ripresa delle proprie attività, anche attraverso lo sfruttamento degli spazi pubblici esterni, tale obiettivo non può essere raggiunto a discapito degli esercizi commerciali adiacenti, come avviene per la NO LIMITS S.r.l., con gravi ripercussioni economiche sul fatturato complessivo, legate ad una netta riduzione della visibilità del negozio dalla via pedonale centrale (anche in considerazione del fatto che il passaggio pedonale, a seguito dei protratti limiti alla circolazione imposti dalla pandemia, si è spostato quasi completamente al di fuori del porticato, verso l’area aperta della Via Roma). La concomitanza di simili fattori giustifica, dunque, la presente richiesta, anche per garantire un trattamento equo di tutte le attività commerciali presenti sul territorio comunale".

Il titolare del negozio ribadisce che il suo unico scopo è quello di poter lavorare serenamente. "Il Comune doveva interpellare anche noi commercianti, perché bisogna trovare una soluzione che non pregiudichi nessuno, in particolare chi, come me, ha le vetrine attaccate a quelle di un bar. Chiedo solo un po' di buon senso e che ci facciano lavorare".

barbara simonelli

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