"La montagna piange! Dopo un inverno in cui siamo stati ingiustamente chiusi e relegati in quota, il tempo e il meteo non ci aiutano: l’alternarsi di sole e pioggia non agevolano gli imprenditori del settore turistico, ormai in ginocchio" - scrive Paolo Manera, imprenditore di montagna - "L’indotto della montagna, e quello correlato di valle, hanno subito uno scossone esagerato. Il silenzio assordante che aleggia attorno a questo comparto è agghiacciante. Speriamo con con le nuove norme in vigore dal 1° giugno si apra uno spiraglio per la ripresa. Ricordo alle istituzioni nazionali che i montanari pagano le tasse come tutti gli altri e sono assoggettati agli stessi adempimenti burocratici del resto del paese, quindi si prendano provvedimenti per aiutarli! I territori di montagna danno tanto alle valli, un solo esempio: l’acqua. Cosa succederebbe se i montanari chiudessero i rubinetti? Quindi lo stato che ha chiuso i rubinetti alla montagna mediti e rifletta sullo scambio di intenti e provveda per ciò che è stato tolto!"
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giovedì 05 febbraio
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