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Sanità | 11 giugno 2021, 14:51

Quale futuro per Rsa e Case di riposo? Il Covid19 mette in ginocchio i bilanci

Molte a rischio di chiusura: si svuotano le liste d’attesa che da 600 richieste all'anno, passano a zero. Arneodo, Consorzio Socio Assistenziale Cuneese: “Necessario dare una seconda vita a queste strutture”

Quale futuro per Rsa e Case di riposo? Il Covid19 mette in ginocchio i bilanci

Tutte le strutture residenziali che accolgono gli anziani in provincia di Cuneo - case di riposo, Rsa per persone autonome e non autosufficienti - sono in sofferenza.

La pandemia da Coronavirus, ha travolto - e stravolto - un sistema di accoglienza che negli ultimi anni è sempre stato in forte crescita, fino ad arrivare in Granda, ad una lista di attesa che superava le seicento richieste. Liste di attesa che ora si sono praticamente azzerate.

“Il Covid 19 impone un ripensamento di tutto il sistema di accoglienza ed assistenza per le persone più deboli della nostra società”, ribadisce da mesi Giancarlo Arneodo, presidente del Consorzio Socio Assistenziale del Cuneese.

Due sono i problemi più urgenti da affrontare che, però inevitabilmente, devono portare a una “ristrutturazione globale di tutto il mondo dell’assistenza - precisa il presidente Arneodo - che deve coinvolgere i molti attori sul territorio che si occupano di sanità: dai medici di base alle Asl, dalle strutture di accoglienza all’assistenza territoriale”.

Una riflessione ampia, dunque, che coinvolge anche i Comuni - i molti Comuni cuneesi - che sul loro territorio hanno case di riposo ed Rsa. “È indubbio che la pandemia ha dato una mazzata anche economica - prosegue Arneodo - a tutto il sistema, che ha bisogno di disegnare una seconda vita se non vuole cadere e soprattutto intende continuare a dare servizi agli utenti. I sindaci sono molto preoccupati: tante famiglie hanno preferito riportare a casa i propri cari durante l’emergenza sanitaria da Covid19 e i nuovi ingressi sono davvero molto rari. Se poi a questo si aggiunge il divieto, durato per tutti i mesi della pandemia, di attuare ingressi, si può ben capire quanto il sistema sia compromesso”.

A traballare sono i bilanci delle strutture, quasi la metà a rischio chiusura, ma soprattutto a rischio c’è un’assistenza alle famiglie che è diventa sempre più indispensabile.

“Bisogna puntare - conclude Giancarlo Arneodo, presidente del Consorzio Socio Assistenziale del Cuneese - su una capillare ed efficiente rete di servizi ed assistenza territoriale, tassello sanitario fondamentale che purtroppo in questo anno e mezzo di pandemia, ha mostrato tutte le sue debolezze e le sue criticità. L’obiettivo è quello di mantenere le persone il più possibile al proprio domicilio, fornendo però alle famiglie una assistenza professionale e puntuale, anche per le piccole esigenze quotidiane”.

La svolta è fondamentale: è necessario trovare una seconda vita a queste strutture che rischiano la chiusura. E questo porterebbe non solo alla mancanza di assistenza per gli anziani, ma anche la perdita di lavoro per centinaia di persone e la compromissione di un indotto che rappresenta una importate fetta del Pil della Granda.

NaMur

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