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Cronaca | 18 settembre 2021, 17:14

42enne di Cuneo ucciso alle Isole Canarie: il cadavere carbonizzato in un’auto incendiata

La vittima è Andrea Costa, ex dipendente Michelin. Nel 2020 aveva deciso di trasferirsi alle Canarie, dove aveva aperto un “Cannabis club”, attualmente chiuso a causa della scadenza del contratto di affitto del locale. Disoccupato, si è avvicinato a David José RP, “El Adoptado”. Lo stesso uomo che, al limite di una lite, lo avrebbe ucciso, in casa, sabato scorso

Andrea Costa

Andrea Costa

Era arrivato a Gran Canaria nel 2020, insieme alla moglie Stefania Bottero.

E proprio alle isole Canarie, Andrea Costa, 42 anni, originario di Cuneo, è stato ritrovato cadavere, carbonizzato, all’interno di un’auto data alle fiamme. I fatti risalgono a sabato 11 settembre.

L’uomo, dopo aver lasciato l’Italia (dove lavorava alle dipendenze della Michelin), aveva deciso di aprire un “Cannabis club” a Gran Canaria. Si chiamava “La Guarcha”. A Vecindario si era unito in matrimonio insieme alla compagna.

Ma dopo qualche tempo, l’attività era chiusa a causa della scadenza del contratto di affitto del locale. La moglie era tornata in Italia, mentre lui aveva deciso di rimare sull'isola. Era disoccupato, riceveva sussidi dal nostro Paese, ed era alla ricerca di lavoro nel settore della ristorazione locale.

Sino al 13 settembre. Quando il cadavere dell’uomo viene ritrovato carbonizzato su un’auto a Pozo Izquierdo. L’auto, una “Lancia” era di proprietà della moglie.

Probabilmente, come riportano gli organi di informazione locale, proprio questa situazione di congiuntura ha portato Andrea ad avvicinarsi a David José RP, conosciuto anche come “El Adoptado”. I due avevano condiviso l’abitazione per alcune settimane in via Ayagaures.

“El Adoptado” è il principale indiziato per l’omicidio del giovane cuneese. Il delitto infatti sarebbe avvenuto proprio nell’appartamento di via Ayagaures.

David José RP è un volto noto alle Forze dell’ordine. La sua fedina penale conta numerosi reati. Insieme a lui, in carcere, una donna, accusata di essere sua complice. E altre quattro persone (arrestate e poi rilasciate in un secondo momento), che avrebbero tentato in vari modi di mettere in piedi una sorta di occultamento. In totale, gli indagati sono otto.

Dalla cella, “El Adoptado” si è rifiutato di testimoniare.

Secondo le prime ricostruzioni, tutto sarebbe iniziato una settimana fa, alla sera di sabato scorso. Costa sarebbe stato invitato a un cena in un ristorante cinese da “El Adoptado” insieme ad altri quattro indagati. Dal locale sarebbe partita una chiamata alla Polizia, temendo che la compagnia non pagasse il conto a fine pasto. Così è stato. Alla fine, in un fuggi fuggi generale tutti scappano. Tranne Andrea Costa, infastidito da quanto stava accadendo. La Polizia lo ferma, gli chiede delucidazioni.

Nascosti nei dintorni, gli altri cinque amici osservano quanto sta accadendo. Alla vista di Costa insieme ai poliziotti, pensano ad un tradimento.

Quando la compagnia si riunisce, nasce l’alterco. Prima in strada, poi in casa, in via Ayagaures. Proprio qui, “El Adoptado” avrebbe iniziato a colpire violentemente Costa, insieme ad un altro indagato, non ancora identificato dalle Forze dell’ordine.

Costa, per i traumi riportati, muore all’interno dell’abitazione. Viene nascosto all'interno di una delle stanze della casa per più di 24 ore.

Domenica, a far visita a “El Adoptado” arriva la madre. Nota il sangue a terra, ma l’uomo riferisce di essersi fatto male, e che le tracce ematiche in terra sono sue. La madre lo aiuta a pulire il pavimento, ma l’uomo le vieta di entrare in una delle stanze di casa. La stessa dove c’era il cadavere di Costa.

Nonostante ciò, gli investigatori sono riusciti a rilevare i resti biologici non appena sono arrivati ​​in casa, per la perquisizione.

Sempre domenica, “El Adoptado” decide di sbarazzarsi del cadavere dell’amico. Lo carica nell’auto della moglie di Costa, si reca a Pozo Izquierdo e appicca le fiamme.

Le indagini, volte a portare ancora maggior chiarezza su quanto successo, sono ancora in corso. Ostacolate da testimonianze vaghe e contraddittorie, dal momento che tutti, quella sera, avevano fatto uso di droghe.

redazione

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