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Attualità | 11 marzo 2022, 07:59

La filiera della carta nella stretta del caro bolletta: "L’energia oggi ci costa più della materia prima"

L’Ondalba di Baldissero ferma una linea (su sette) e valuta il ricorso alle ferie. Junior Allasia: "Nella nostra settantennale storia non siamo mai ricorsi alla cassa integrazione. Speriamo di non farlo in futuro"

Ondalba: nella solida azienda si cercano soluzioni per superare questo periodo economico surreale

Ondalba: nella solida azienda si cercano soluzioni per superare questo periodo economico surreale

Aumento dei costi dell’energia per la produzione, aumento di quelli relativi al trasporto, reperibilità rallentata della materia prima. Un mix che sta diventando micidiale anche per le aziende della carta.
Sempre più cartiere italiane o diminuiscono la produzione o si fermano perché i costi superano i ricavi per continuare l’attività.

Un dato da brividi, riportato da un’analisi de Il Sole 24 Ore, parla chiaro: a dicembre 2021 il gas utilizzato per far funzionare gli impianti veniva pagato cinque volte in più del normale. Ora, dopo lo scoppio della guerra che sta facendo danni anche sotto l’aspetto economico, mediamente il costo va dalle dieci alle quindici volte in più rispetto a pochi mesi fa. Una situazione che per molti sta diventando veramente insostenibile, soprattutto per chi non possiede un “tesoretto” che possa permettere di mantenere i dipendenti ancora per un pò, senza ricorrere subito alla cassa integrazione.

In Italia sono presenti circa 150 stabilimenti che, nel 2021, hanno prodotto oltre 9,6 milioni di tonnellate (+12.5% su 2020) con un fatturato di 8,18 miliardi (+28,6% sul 2020). Questi dati confermano come il settore, nonostante la pandemia, sia sempre andato dritto per la sua strada, ma ora la forte spallata della crisi energetica può far deragliare questo treno.

E in questo settore lavora l’Ondalba, storica azienda che ha la sede principale a Baldissero d’Alba (le altre sono a Corneliano e La Morra), da più di settant’anni. Una realtà che è sempre cresciuta, sviluppandosi nella qualità del lavoro, nelle risorse umane e negli investimenti. Tutti fattori già messi sotto torchio dalla pandemia, e ora ancor più sotto pressione per la situazione descritta sopra.

E il livello di guardia è alto, come spiega Junior Allasia, titolare col padre Franco di una realtà leader nella produzione di imballaggi, totem: «Purtroppo il problema dei rincari spropositati è molto evidente, e questa situazione crea altri problemi correlati che stanno rendendo il lavoro impossibile. L’aumento dei costi della materia prima è dettato da quello dell’energia. Ad inizio anno, nonostante i rincari di fine anno, sembrava che si stesse andando meglio. Ci siamo illusi: l’inizio della guerra si sta di nuovo portando tutti verso il basso. Un solo dato ma significativo: attualmente per produrre un kg di carta costa di più l’energia che la materia prima. E questo è terribile!».

Si stanno cercando soluzioni, anche a fronte della solidità dell’azienda: «Noi stiamo valutando diversi scenari – prosegue Junior Allasia –. A fronte di un incremento dell’80% dei costi dell’energia abbiamo per ora sospeso una delle sette linee di produzione in cui si trasforma la materia prima.

A questo pensiamo di aggiungere l’utilizzo del grande bacino di ferie a cui attingere per tutelare i lavoratori: nella nostra storia non siamo mai ricorsi alla cassa integrazione, e speriamo di non farlo in futuro.

Purtroppo non dipende da noi: siamo spettatori di fronte a uno spettacolo surreale e orrendo. La nostra è un’azienda sana che ha sempre lavorato tanto, ma che ora deve fare attenzione alle difficoltà che stanno mettendo a terra colossi del settore.

Andiamo avanti senza perdere la fiducia: gli investimenti in azienda continuano, il rapporto con i fornitori, i vettori delle merci e il personale non si scalfisce. Dobbiamo essere forti e uniti, nella speranza che questo buio passi velocemente. Ma, come ho detto primo, non dipende da noi imprenditori».

Livio Oggero

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