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Attualità | 22 marzo 2022, 19:52

"Sia la politica, non i privati, a governare i Comuni"

Riceviamo e pubblichiamo

"Sia la politica, non i privati, a governare i Comuni"

Egregio Direttore,

dopo la lunga infatuazione  per i candidati sindaci della cosiddetta società civile, dove tutti potevano diventare “personaggi” di rilievo, e la conseguente proliferazione delle liste civiche, liste come tu mi vuoi dove tutti potevano trovare posto, oggi gli addetti ai lavori per apprestare le imminenti elezioni comunali sono in brache di tela.

Come se i candidati sindaci precedenti quelli della  “società civile” appartenessero ad una categoria umana e professionale fuori dal mondo, i nuovi venuti, ovviamente senza arte né parte politica-amministrativa, hanno dovuto misurarsi con prevedibili mediazioni, compromessi, veti e controveti, e mostrarsi a più facce per catturare voti trasversali. Le liste civiche,  prese dalla preoccupazione di non apparire anonime e di differenziarsi, hanno rincorso il piccolo cabotaggio, l’ovvio programmatico, la demagogia propagandistica.

I partiti con le loro basi politiche, ideali e progettuali sono stati buttati via: il bambino insieme all’acqua sporca, come dice il vecchio detto. Alla lunga, ora viene a galla la mancanza di punti di riferimento, e quindi le ambiguità, le contraddizioni, gli obiettivi ridotti all’ordinaria amministrazione, e soprattutto l’assenza di classe dirigente affidabile e disponibile all’impegno per la comunità, nonché l’incapacità di esprimere un ruolo di guida.

Dobbiamo ritrovare il senso di responsabilità, il coraggio delle scelte e ripresentare nelle elezioni amministrative liste con simboli di appartenenza politica. E da qui ripartire. Ripartire per studiare e approntare progetti per le città. Compendiare e presentare con gli alleati riconosciuti obiettivi lungimiranti. Predisporre e fissare linee di intervento economico, sociale e culturale. Non pescare più i candidati sindaci da un fantasioso cilindro, ma da una  scelta precisa e preventiva che nessuno può bruciare, perché è il risultato di una appartenenza. Sia la politica e non i privati a prendersi la responsabilità di governare i Comuni.

 

Grazie dell’ospitalità.

Paolo Chiarenza (già consigliere comunale di Cuneo, di Borgo San Dalmazzo e  di Valdieri)

Al direttore

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