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Attualità | 06 maggio 2022, 07:25

Fare squadra in ospedale: a Verduno un corso di management rivolto ai dirigenti del "Ferrero"

Lezioni di leadership in collaborazione con "Head", il centro di ricerca e alta formazione in "health administration" dell’Università degli Studi di Milano

Un momento della speciale lezione del professor Federico Lega

Un momento della speciale lezione del professor Federico Lega

La Fondazione Ospedale Alba-Bra Onlus investe sulla formazione del personale dell’ospedale Michele e Pietro Ferrero sostenendo un corso di formazione rivolto ai dirigenti medici e al personale con incarico di funzione organizzativa. Il corso di leadership ha avuto avvio il 2 maggio con due lezioni dedicate al “Contesto e scenari della nuova “normalità” della sanità e le implicazioni per l’Asl Cn2 e il nuovo ospedale di Verduno” e “Senso e metodo del dirigere: pratiche e logiche per l’esercizio della leadership nei contesti professionali”.

Il corso è strutturato con sessioni dedicate ed altre comuni, allo scopo di fornire l’occasione per riflettere sulla situazione in divenire, consolidare le visioni di sviluppo strategico-organizzativo, rafforzare l’esercizio della leadership individuale e collettiva, potenziare le competenze sugli aspetti chiave di operation management, decision-making e change management funzionali al cambiamento desiderato.

In cattedra Federico Lega, professore ordinario di Management Sanitario all'Università Statale di Milano, Chiara Guglielmetti, ricercatrice universitaria in Psicologia Sociale presso lo stesso ateneo, e Anna Prenestini, ricercatrice presso l’Università Bocconi di Milano.

Il professor Lega, riguardo alla collaborazione avviata con la Fondazione Ospedale Alba-Bra onlus, commenta: «Il percorso formativo leadership di line sostenuto dalla Fondazione è il perfetto complemento a tutta l'attività che la Fondazione ha svolto in questi anni per garantire al nuovo ospedale le migliori condizioni infrastrutturali e tecnologiche per eccellere, nonché una crescente attenzione a sviluppare una cultura di "servizio" nei confronti dei pazienti e cittadini. Ora, con la formazione in atto la Fondazione sta contribuendo altresì a generare attenzione e competenze nel personale dell'ospedale, in particolare in tutta la linea gestionale con responsabilità significative di risultato ed organizzazione del lavoro. Dal mio punto di vista è la naturale e migliore chiusura "del cerchio" che la Fondazione potesse fare. Dopo aver accompagnato la progettazione e realizzazione della macchina organizzativa e infuso propellente tramite la continua azione sulla cultura aziendale, ora sta "prendendosi cura" dei piloti. Ci sono tutti gli ingredienti per consentire alla Asl di CN2 ed al nuovo ospedale di proseguire un percorso di ricerca verso il miglioramento del l'eccellenza del servizio».

Il presidente della Fondazione Ospedale Alba-Bra Onlus Bruno Ceretto, con orgoglio spiega: «Il corso inizialmente era stato programmato nel 2020, prodromico all’avvio dell’attività sanitaria nell’ospedale ed è stato rimandato a causa dell’emergenza pandemica. Organizzato con Head, il centro ricerca e alta formazione dell’Università degli studi di Milano, diretto dal professor Federico Lega, si propone di mettere in contatto le varie anime dell’ospedale per affrontare la sfida di fare, ogni giorno di più, del Michele e Pietro Ferrero l’ospedale che questo territorio merita».

Il direttore della Fondazione Luciano Scalise precisa: «Dopo aver sostenuto l’ospedale per l’acquisto di attrezzature, arredi e per favorire l’ingresso di medici specializzandi, la Fondazione Ospedale Alba-Bra Onlus investe nella formazione degli oltre 100 professionisti che compongono il quadro dirigente dell’Asl Cn2, nel moderno auditorium, con gli obiettivi di fare squadra tra professionalità richiamate nel nuovo ospedale dalle strutture di Alba e Bra e di affrontare con coesione la sfida del nuovo ospedale e il cambiamento dei processi operativi, imposto dalla moderna struttura».

Scalise aggiunge: «Da sempre siamo convinti che l’ambiente dell’ospedale debba essere accogliente, ma che a fare la differenza siano, prima di tutto, le persone, per questo abbiamo voluto investire sui medici e sugli altri operatori sanitari che operano nel nostro ospedale rivolgendoci a un centro ricerca di primo livello».

C. S.

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