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Attualità | 13 maggio 2022, 11:04

Firmato il protocollo del Distretto del commercio delle “Terre di Mezzo”

Sottoscritto a Scarnafigi dai sindaci dei 17 Comuni aderenti all’associazione Octavia e dai presidenti dell’Ascom di Saluzzo e Savigliano

Firmato il protocollo del Distretto del commercio delle “Terre di Mezzo”

È stato firmato ieri sera, giovedì 12 maggio, nel salone di Scarnafigi il protocollo del Distretto del commercio delle Terre di mezzo”.

A sottoscriverlo i sindaci dei sindaci dei paesi aderenti all’associazione Octavia che oggi annovera  17 Comuni: Scarnafigi (capofila), Cardè, Casalgrasso, Cavallerleone, Faule, Manta, Monasterolo di Savigliano, Moretta, Murello, Lagnasco, Polonghera, Revello, Ruffia, Torre San Giorgio, Villafalletto, Villanova Solaro e Vottignasco e i rappresentati di Ascom Saluzzo, Danilo Rinaudo, e Ascom Savigliano, Agostino Gribaudo. A fare gli onori di casa il sindaco di Scarnafigi, Riccardo Ghigo. Assenti, per precedenti impegni, ma comunque aderenti al progetto, le amministrazioni di Vottignasco e Villafalletto.

Si tratta di una realtà di piccoli paesi – a cavallo tra il Saluzzese e il Saviglianese – che conta una popolazione di circa 28 mila abitanti e che annovera 452 imprese di diverse dimensioni e variegate tipologie merceologiche presenti sul territorio.
 
Il piano di sviluppo del distretto – è stato spiegato durante la serata - è il risultato di un complesso percorso di analisi, sperimentazione e coprogettazione, condotta insieme agli operatori commerciali e alle istituzioni del territorio. L’obiettivo è l’attivazione di reti locali e la predisposizione di strumenti operativi e pratici”.

Riscontri positivi, dopo l’illustrazione del progetto dai parte dei tecnici che ne hanno curato lo studio, è venuto da due testimonianze di operatori commerciali del territorio, Antonella Ghersi di Villanova Solaro e Federico Arnolfo di Monasterolo di Savigliano.

Il marchio territoriale delle Terre di Mezzo – è ancora stato detto - permetterà l’attivazione di un processo virtuoso nella filiera tra produttori e operatori commerciali aderenti al marchio, garantendo la “territorialità” dei prodotti e il rispetto delle tradizioni produttive”.

I promotori confidano ora in un finanziamento da parte della Regione che consenta di dare concretezza e “gambe” al progetto.

GpT

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