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Cronaca | 17 maggio 2022, 18:12

Per l'accusa accoltellò il collega macellaio dopo una lite: assolto

Scagionato l’ex dipendente di una macelleria di Ceva: "Si è inventato tutto. Non ho fatto nulla"

Immagine di repertorio

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Era accusato di aver accoltellato il collega in macelleria, ma per il giudice il fatto non sussiste. Si è così chiuso con l’assoluzione dell’imputato il processo aperto in Tribunale a Cuneo in merito a un fatto accaduto nel 2020 a Ceva.

Stando alla tesi della Procura, l’imputato, un macellaio di nazionalità marocchina, avrebbe colpito con un coltello un collega a seguito di un diverbio sul posto di lavoro.

“Mi ha tagliato sul braccio – aveva riferito il collega, che nel processo si è costituito parte civile –. Poi mi ha inseguito perché voleva sfregiarmi in volto. Mi ha passato il coltello davanti al viso e solo l’intervento di un altro collega ha evitato che mi colpisse”.

L’imputato si è così difeso dalle accuse: “Mi stava facendo perdere tempo sul lavoro. A me serviva la pompa per lavare la carne. Se fosse arrivato il titolare del macello se la sarebbe presa con me. Ho preso la gomma e l’ho portata nella mia postazione e ho iniziato a pulire. Poi lui è arrivato, ha iniziato a urlare. Sul lavoro utilizziamo dei guanti di ferro. Io il coltello sempre con la punta rivolta all’interno. Lui si è avvicinato per prendermi la pompa e si è tagliato da solo. Quella ferita non era grave. Se avessi voluto fargliela così, avrei dovuto prendergli il braccio e con calma inferirgliela. Contro di me ha detto bugie. Non so perché. Mi ha fatto perdere il lavoro”.

CharB.

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