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Attualità | 27 luglio 2022, 17:29

Siccità, l'appello delle sigle ambientaliste: "Basta nuovi invasi. Si punti su politiche non emergenziali"

Legambiente, Lipu, Pro Natura, Cuneo Birding e Italia Nostra riprendono la lettera delle sigle nazionali, invitando all'adozione di "nuove e moderne pratiche e misure per ridurre la domanda di acqua ed evitarne gli sprechi"

Siccità, l'appello delle sigle ambientaliste: "Basta nuovi invasi. Si punti su politiche non emergenziali"

La soluzione per la siccità è la costruzione di nuovi invasi? Per le sigle nazionali CIPRA Italia, CIRF, CAI, Pro Natura, Free Riversi Italia, Legambiente, Lipu, Mountain Wilderness e WWF Italia - il cui appello è stato ripreso anche dalle sezioni cuneesi di Legambiente, Lipu, Pro Natura, Cuneo Birding e Italia Nostra - assolutamente no: servono interventi che vadano oltre l’emergenza idrica, mettendo in campo una politica che favorisca l’adattamento ai cambiamenti climatici.

"I nuovi invasi non sono la risposta. Non c'è opposizione 'ideologica' ma sono una soluzione con molte controindicazioni, ed è quindi scriteriato affidarvici esclusivamente" si legge nella lettera.

Secondo le associazioni la prima azione necessaria è ricostruire una regia unica da parte delle autorità di bacino distrettuale attualmente marginalizzate, per attuare protocolli di raccolta dati e modelli logico-previsionali per conoscere il sistema delle disponibilità, dei consumi reali, della domanda potenziale e definire aggiornati bilanci idrici.

"Occorre mettere in campo una strategia nazionale integrata e a livello di bacini idrografici, allargando e ampliando il ventaglio delle soluzioni tecniche praticabili attraverso la realizzazione di nuove e moderne pratiche e misure per ridurre la domanda di acqua ed evitarne gli sprechi - si prosegue nella lettera - . Con esse si comprende il risparmio negli usi civili attraverso la riduzione delle perdite e dei consumi, ma soprattutto negli usi agricoli dove è necessario rivedere drasticamente gli interventi del Piano Strategico della PAC per renderli capaci di orientare le scelte degli agricoltori verso colture e sistemi agroalimentari meno idroesigenti e metodi irrigui più efficienti".

Le sigle ambientaliste provinciali e nazionali chiedono di superare la "visione novecentesca e meccanicistica del Capitale Naturale per arrivare a riconoscere l’importanza e l’utilità della funzionalità degli ecosistemi a partire da una maggiore attenzione alle falde".

"Il luogo migliore dove stoccare l’acqua è la falda, ogni qual volta ce n’è una. Tuttavia, l’ostacolo principale all’infiltrazione delle piogge nel suolo è dato da quel poderoso e capillare insieme di interventi umani messi in atto da secoli, esasperati nei decenni scorsi e tuttora imperanti anche culturalmente, tanto da essere considerati simboli di civiltà e progresso. Per questo è fondamentale ripristinare tutte quelle pratiche che permettano di trattenere il più possibile l’acqua sul territorio e favorire azioni di ripristino della funzionalità ecologica del territorio e ripristino dei servizi ecosistemici. Al contempo occorre promuovere il riuso in ambito irriguo delle acque reflue".

Qui sotto, scaricabili in formato PDF, i documenti realizzati dalle sigle ambientaliste nazionali.

redazione

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