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Attualità | 16 gennaio 2023, 11:34

Entracque, il 'no' degli ambientalisti sul nuovo polo scolastico: "Basta consumo di suolo"

Pro Natura Cuneo, Legambiente Cuneo, Cuneo Birding, LIPU Cuneo e Italia Nostra Cuneo hanno scritto all'amministrazione comunale chiedendo un ripensamento del progetto

Il municipio di Entracque

Il municipio di Entracque

Sono oltre 6.000 i metri quadri che coprirebbe il nuovo polo scolastico di Entracque secondo il progetto – dal costo di oltre 2.5 milioni di euro – ideato dal Comune. Migliaia di frazioni di terreno attualmente non edificato contro il cui consumo si sono recentemente schierate le sigle ambientaliste Pro Natura Cuneo, Legambiente Cuneo, Cuneo Birding, LIPU Cuneo e Italia Nostra Cuneo.

Le associazioni hanno infatti prodotto una lettera critica nei confronti del progetto, finanziato per 1.7 milioni di euro da fondi PNRR e per 800.000 euro dal Comune, motivato dal fatto che le scuole materna e primaria necessitano di un adeguamento sismico importante (in un’eventualità che ricorda - anche proprio nella contrarietà degli ambientalisti - la costruzione del nuovo polo scolastico di Peveragno).

Attualmente l’attività di insegnamento vede coinvolti i due Comuni della valle Gesso, Valdieri ed Entracque. A Entracque c’è la scuola materna e le prime tre classi delle elementari. A Valdieri le ultime due classi della primaria e la scuola media. Ad Andonno, infine, la scuola materna – sottolineano le associazioni - . L’intenzione del Comune di Entracque è stata assunta in accordo con il Comune di Valdieri? Stupisce, infatti, constatare una scelta che deve riguardare l’intera valle a favore del Comune che non è il suo centro geografico”.

Ammessa la necessità di un nuovo polo scolastico, perché non recuperare l’esistente? Ci sono in valle aree cementificate come le ex caserme di Valdieri che potrebbero essere utilizzate per realizzare la nuova scuola che non serve solo ad Entracque, ma a tutti i Comuni della valle – prosegue la lettera - . Pare che gli amministratori pubblici abbiano dimenticato le parole ‘recuperare, riutilizzare’ ciò che già esiste nei centri abitati, privilegiando il nuovo su terreni agricoli. Entracque non è l’unico caso nella nostra Provincia. Se l'esempio viene dal pubblico, che dovrebbe tutelare in ogni modo la risorsa suolo, come saranno incentivati i cittadini a recuperare le loro abitazioni nei centri storici?

La richiesta, come nel caso di Peveragno, è di rivedere il progetto puntando sul recupero dell’esistente o sull’utilizzo di strutture già cementificate e dismesse.

redazione

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