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Attualità | 21 gennaio 2023, 19:45

Mondovì, dal centrodestra un ordine del giorno a tutela della produzione del vino

Il cosnigliere Rocco Pulitanò (FdI): "Ferma contrarietà sulle decisioni dell'Irlanda per le etichettature"

Mondovì, dal centrodestra un ordine del giorno a tutela della produzione del vino

Un ordine del giorno a tutela del vino italiano, uno degli elementi di spicco della cultura enogastronomica del nostro paese, da sempre un fiore all'occhiello che ha nel Monregalese una produzione di grande qualità riconosciuta a livello nazionale ed internazionale: questa la proposta dei consiglieri comunali di Centro-destra di Mondovì.

Sotto i riflettori è la decisione dell'Irlanda di riportare sulle etichette del vino e degli alcolici una serie di avvisi che avvertano le persone dei rischi legati al consumo di tali bevande, simili a quelli già in uso su tabacco e sigarette. Decisione che non ha trovato opposizione nella Commissione europea.

"Un provvedimento che rischia di generare gravi danni economici al settore vitivinicolo, influenzando negativamente le scelte dei consumatori compromettendo il mercato – dice Rocco Pulitanò, consigliere comunale capogruppo di Fratelli d'Italia, primo firmatario dell'ordine del giorno –. L'abuso è sempre da condannare, ma il problema del consumo irresponsabile non si risolve in questo modo: siamo in presenza di una decisione che sembra dettata più dalla volontà di condizionare i mercati, più che di tutelare la salute; e che rischia di diventare un precedente pericoloso perché si innesta in modo anomalo nel mercato unico, che prevede applicazione di regole comuni per tutti gli stati membri UE".

La decisione di Dublino rischia di avere ripercussioni serie anche in ambito locale: "Potrebbe infatti generare danni economici e di immagine ad un settore che nella regione Piemonte vale oltre un miliardo – aggiunge Pulitanò –. Abbiamo una produzione di quasi 2,26 milioni di ettolitri, siamo la seconda regione italiana per fatturato con un export di rilevanza, che interessa circa il 60% del vino prodotto in Piemonte: il 70% finisce nei paesi comunitari e il 30% nei paesi extra UE. Abbiamo una produzione con 18 denominazioni Docg e 41 Doc che coprono circa l’83% del totale regionale. Un patrimonio culturale, economico e sociale e storico che appartiene anche ai Comuni e in particolare a quelli del Monregalese".

"Il vino – evidenzia Pulitanò – assieme alla gastronomia locale è poi uno dei catalizzatori più potenti del turismo, soprattutto quello straniero, nelle nostre terre. La produzione è da tutelare e da proteggere incondizionatamente dalla diffusione di informazioni incomplete e fuorvianti che potrebbero confondere il consumatore». Per questo motivo nell'ordine del giorno presentato "chiediamo al sindaco – concludono Rocco Pulitanò, Enrico Rosso e Mauro Gasco – che esprima la contrarietà della Città riguardo al provvedimento del governo irlandese, e che si attivi in coordinamento con gli altri Comuni della provincia di Cuneo, con la Regione e con governo nazionale, per un intervento della Commissione Europea in materia, anche per prevenire altri casi similari che potrebbero verificarsi in altri stati membri UE."

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