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Attualità | 27 gennaio 2023, 19:34

Codice Appalti: l'ordine degli architetti di Cuneo alla Camera dei Deputati

Il presidente Fabrizio Rocchia: "“Non è possibile procedere sul nuovo Codice dei Contratti senza un serio lavoro anche in materia di equo compenso"

Codice Appalti: l'ordine degli architetti di Cuneo alla Camera dei Deputati

Giovedì 26 gennaio l’Ordine degli Architetti della Provincia di Cuneo, unitamente agli altri Ordini e Collegi Professionali del Piemonte, ha incontrato i parlamentari del Piemonte nella conferenza stampa “Il Nuovo Codice degli appalti – Le osservazioni della Rete Professioni Tecniche del Piemonte”.
In questa cornice, in rappresentanza degli Ordini e Collegi piemontesi la Presidente dell’Ordine Architetti della Provincia di Torino - Maria Cristina Milanese - e il Presidente della Federazione interregionale Architetti del Piemonte e della Valle d’Aosta e Presidente Ordine Architetti Asti - Raffaele Fusco - sono intervenuti per segnalare le criticità della bozza attualmente in discussione e portare le proposte di modifica dei professionisti. In particolar modo è stata segnalata la grande assenza dei concorsi di architettura e dell’equo compenso, due concetti chiave a garanzia della qualità in architettura che nella bozza del Nuovo Codice degli appalti vengono sostituiti dal concetto di “appalto integrato”. Obiettivo: sensibilizzare i parlamentari per una revisione e della bozza del Nuovo Codice, a garanzia della qualità in architettura.

“Non è possibile procedere sul nuovo Codice dei Contratti senza un serio lavoro anche in materia di equo compenso. - dichiara Fabrizio Rocchia, Presidente Ordine Architetti Cuneo -  Da troppi anni si parla di una nuova legge che restituisca dignità al lavoro dei Liberi Professionisti e in particolare a quello dei giovani, che troppo spesso non vedono riconosciuto il valore del proprio lavoro, ma ancora oggi mancano interventi concreti in tale direzione."

"L’ultima bozza di legge sull’equo compenso - prosegue - risale a fine 2021 ma il testo conteneva alcune anomalie perché concentrava l’attenzione esclusivamente sui rapporti professionali regolati da “convenzioni” con banche, assicurazioni e grandi imprese che, però, sono solo una parte dei clienti dei professionisti.Un testo serio dovrebbe nascere dal confronto con il Sistema Ordinistico che approfondisca i molteplici aspetti riguardanti i rapporti professionali individuali relativi alle singole prestazioni, che rappresentano la maggior parte degli incarichi professionali verso committenti privati o piccole aziende/imprese oppure attribuiti dalla P.A. ai professionisti ma che, nelle attuali bozze, rimangono fuori dal campo di applicazione e, di fatto, terra di nessuno."

"Come Presidenti degli Ordini degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori del Piemonte - conclude - rappresentiamo oltre 14.000 Colleghi che attendono una risposta chiara che possa dare certezze al loro lavoro e rappresentiamo la nostra piena disponibilità a collaborare per la stesura di un nuovo testo che tenga conto delle peculiarità dei nostri incarichi e, soprattutto, della sostanziale assenza di una politica seria e concreta per la semplificazione delle pratiche amministrative”.

comunicato stampa

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