Continua a fare discutere il progetto per la realizzazione di un allevamento di suini in frazione Ternavasso a Poirino (leggi qui), in una zona di campagna al confine tra le province di Torino, Cuneo e Asti e a pochi chilometri dal territorio del Roero.
Contro al progetto nelle scorse settimane si erano espresse 26 associazioni ambientaliste. Oggi la vicenda è approdata in Consiglio regionale per iniziativa del consigliere albese del Movimento Cinque Stelle Ivano Martinetti, che ha posto il tema all’attenzione dell’assemblea di Palazzo Lascaris in un’interrogazione rivolta all’assessore all’Ambiente Matteo Marnati.
"Oggi abbiamo portato il caso in Consiglio regionale, attraverso un’interrogazione rivolta alla Giunta con la speranza di conoscere l’orientamento dell’esecutivo su un progetto così impattante – fanno ora sapere Martinetti e la capogruppo pentastellata in Regione Sarah Disabato –. Da parte dell’assessore all’ambiente abbiamo ottenuto invece una risposta in pieno stile burocratese, nella quale non emerge alcuna prospettiva sul ruolo della Regione in questa vicenda. L’Assessorato si è limitato a ricordare che il progetto è sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale e all’Autorizzazione Integrata Ambientale, oltre a ricordare che l’istruttoria dovrà tenere conto delle nuove linee guida regionali sulle emissioni in atmosfera provenienti da attività a impatto odorigeno".
"Siamo piuttosto delusi da questo atteggiamento pilatesco della Giunta Cirio – proseguono –, sempre pronta a celebrare, a parole, le eccellenze del territorio, ma immobile quando vengono messe in pericolo come avviene in questo caso. Stiamo parlando di un allevamento di circa 8 mila capi, che prevede 4 stalle da 160 metri, 2 vasche di 40 metri per le deiezioni e un consumo idrico stimato di 30 milioni di litri all’anno. Il tutto a due passi da importanti realtà imprenditoriali della zona, nei pressi del sito d’interesse comunitario 'Stagni di Poirino-Favari', a esigua distanza dal territorio Unesco del Roero, e nel cuore del territorio del Distretto del cibo chierese - carmagnolese riconosciuto dalla Regione Piemonte. Insomma – concludono –, un progetto insostenibile sotto ogni profilo, sia ambientale che per quanto riguarda il benessere animale. Per questo motivo continueremo la battaglia per fermarlo insieme alle realtà del territorio costituitesi in comitato".
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martedì 03 febbraio
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