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Al Direttore | 04 marzo 2023, 10:06

Il lupo sull’uscio: negli scritti del Beccaria quella 'bestia feroce' che terrorizzò Milano verso la fine del Settecento

Riceviamo e pubblichiamo

Cesare Beccaria - Wikimedia Commons

Cesare Beccaria - Wikimedia Commons


 A qualche giorno dall’avvistamento di un grande lupo nella zona residenziale di San Lazzaro a Saluzzo - documentato con un video di alcuni minuti - interviene con una lettera Giovanni Damiano, presidente dell'associazione "Officina delle idee - per il futuro dell'Ospedale civile di Saluzzo".

 

"La Bestia se la ride di tutti noi, delle taglie nostre, de' nostri tridui e delle paralitiche nostre risoluzioni; sin'ora ella ha mostrato più spirito e condotta di quello che abbiano fatto da noi gli uomini; e poco vi manca ch'io non mi dichiari del suo partito, poiché sono sensibile al merito, e infine poi se noi mangiamo e uccidiamo non è maraviglia ch'ella faccia altrettanto, persuasa com'ella sarà che anche per lei è fatto il mondo."

Così il conte Pietro Verri - uno dei padri dell’Illuminismo italiano - scriveva al fratello Alessandro il 1 settembre 1792, in merito alle vicende di un lupo che per diversi mesi terrorizzò una vasta area a nord di Milano.

La vicenda storica di cui parla il Verri è documentata tre anni dopo l’inizio della Rivoluzione francese, quando il milanese divenne teatro di una serie di aggressioni a bambini e adulti da parte di quella che venne chiamata la Bestia Feroce, o, dal luogo della prima uccisione compiuta, Bestia di Cusago.

Per tutta l’estate la Bestia terrorizzò l’area, colpendo non solo nella zona delle Groane e del Seveso, a Barlassina, a Corbetta, a Limbiate, ma anche negli immediati dintorni della capitale del Ducato, nei luoghi dell’odierne Piazza Wagner e Piazzale Kennedy.

La Bestia venne catturata nel settembre dello stesso anno, dopo aver ucciso dieci bambini e ferito gravemente quattro persone: responsabile era una lupa, anche se molti continuarono a dubitare dell’identificazione.

Non fu la prima volta, e non fu l’ultima, che i lupi predarono esseri umani in Lombardia, ma stavolta il governo austriaco aveva incaricato di occuparsi della vicenda il marchese Cesare Beccaria, il quale scrisse anche un Giornale circostanziato di quanto ha fatto la Bestia feroce nell'alto milanese dai primi di luglio dell'anno 1792 sino al giorno 18 settembre. La cronaca della vicenda, per quanto pubblicata anonima verrà attribuita al Beccaria sulla base dello stile e della conoscenza dei fatti quale solo il Magistrato Civico inquirente - il famoso giurista, appunto, nonché nonno di Alessandro Manzoni - poteva avere.

Approfondendo la vicenda si scopre che le due regioni più afflitte dalla piaga dei lupi antropofagi, il nord Italia e soprattutto la Francia, le vittime ammontano, dal XVI al XX secolo a diverse migliaia, per rimanere solo ai casi registrati. La più famosa di queste Bestie, quella che infuriò nel Gévaudan tra il 1764 ed il 1767 fu solo la più nota tra molte e neppure la più sanguinaria.

Il pensiero del nobile milanese, seppur a distanza di oltre due secoli, sembra descrivere il presente, in cui ci si trova ad affrontare una realtà che vede la presenza di grandi predatori alle porte dei centri abitati, senza sapere bene cosa fare.

Quindi “i tridui e le paralitiche nostre risoluzioni” dei tecnici e dei politici da un lato, mentre dall’altro si corre il rischio di simpatizzare verso animali (selvatici e carnivori) con i quali presto o tardi dovremo tutti confrontarci: a partire dalla predazione del nostro amato cane nel  giardino di casa.

Viene da chiedersi se queste vicende non siano state totalmente rimosse dalla memoria collettiva per rispettare i canoni di un ambientalismo politicamente corretto, a scapito di centinaia di documenti d’archivio facilmente reperibili.

 

Giovanni Damiano

 

Fonte. Biblioteca Braidense di Milano. Giornale circostanziato di quanto ha fatto la bestia feroce nell’Alto Milanese dai primi di luglio dell’anno 1792 sino al giorno 18 Settembre p. p., Stampato a Milano a spesa dello Stampatore Bolzani.

 

lettera firmata

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