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Attualità | 26 maggio 2023, 17:22

Cambio appalto alla Michelin. Cgil: “Mantenute e migliorate le condizioni precedentemente riconosciute”

Dal primo giugno alla bolognese Rekeep subentrerà la torinese Iscot per quanto riguarda pulizie, manutenzione e movimentazione all’interno dello stabilimento di Ronchi. Salvaguardati 122 posti di lavoro

Cambio appalto alla Michelin. Cgil: “Mantenute e migliorate le condizioni precedentemente riconosciute”

È stato siglato ieri, giovedì 25 maggio, l’accordo con la torinese Iscot che dal primo giugno subentrerà alla bolognese Rekeep per l’appalto di pulizie e movimentazione alla Michelin di Ronchi, con l’impiego di 122 lavoratori. 

Come riporta in una nota la Cgil, presente al tavolo delle trattative con  la Filcams e la Filt "in coerenza con la prima operazione di marzo, ha incentrato anche questa seconda trattativa su due obiettivi prioritari: la
salvaguardia dell’occupazione e il mantenimento di adeguate condizioni contrattuali."

"Questi cambi d’appalto - spiega Ivano Esposto segretario generale Filt Cgil Cuneo - presentavano la difficoltà di vedere interessati dipendenti con contratti di lavoro diversi. Le trattative hanno raggiunto due obiettivi per noi indispensabili: la difesa dei livelli occupazionali l’applicazione a tutti i lavoratori, coinvolti nel cambio appalto e per coloro che verranno assunti in futuro, dei contratti nazionali di riferimento per i due settori di attività presenti: merci e logistica che vede a oggi interessati 72 dipendenti impegnati nella movimentazione, di cui 25 hanno visto migliorare le proprie condizioni con il passaggio al nuovo CCNL,  e multiservizi per i 50 dipendenti impegnati nelle pulizie. Inoltre si sono confermate e migliorate per molti le condizioni precedentemente riconosciute.”

"Vuol dire - continua Esposto - che tutte le lavoratrici e i lavoratori impegnati nell’appalto si sentano tutelati e difesi dal sindacato, al di là del loro contratto di lavoro. Il sindacato deve unire le persone e vincere quel senso di solitudine che la precarietà ha diffuso tra le lavoratrici e i lavoratori. I fatti dimostrano che è possibile fare buona contrattazione inclusiva. Serve avere un rapporto di fiducia tra Sindacato e
lavoratori rappresentati, obiettivi chiari e una committenza attenta alle condizioni di lavoro di tutti i dipendenti coinvolti sul sito, siano essi lavoratori alle dirette dipendenze, in questo caso, di Michelin o delle azienda appaltatrici. In tal senso, mi sento di ringraziare i miei colleghi della Segreteria provinciale e della Rsu Filctem presenti in Michelin. Ci hanno aiutato in tutte le fasi della trattativa pur non essendo direttamente coinvolti."

“Questa modalità - commenta Edmondo Arcuri, segretario generale della Filcams Cgil Cuneo - può diventare un esempio per affrontare i cambi di appalto in altri siti produttivi. Ma il metodo per funzionare deve vedere un cambio di approccio da parte delle committenze private e pubbliche. Non si può continuare a pensare che la produttività delle aziende venga ricercata contraendo indiscriminatamente i costi degli appalti. Dietro a ogni appalto ci sono delle persone in carne e ossa che vanno tutelate e difese nei loro diritti esattamente come i dipendenti diretti delle imprese committenti.”

"Viviamo in una provincia ricca - prosegue Arcuri - Nonostante questo non mancano fenomeni di sfruttamento e di lavoro povero. Il vero male del mondo del lavoro si chiama precarietà: condizione che si traduce in salari bassi, in meno sicurezza nei luoghi di lavoro e in mancanza di futuro e speranza per le persone. La precarietà va eliminata. E noi della Cgil continueremo la nostra battaglia perché ciò accada. Tutti hanno diritti a un lavoro dignitoso e a una giusta paga"

Redazione

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