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Attualità | 09 marzo 2026, 20:02

L’ospedale di Cuneo sale nella classifica World’s Best Hospitals 2026

Il Santa Croce e Carle guadagna 9 posizioni e raggiunge l’88° posto in Italia nella graduatoria di Newsweek e Statista, inserendosi tra i 45 piemontesi migliorati in classifica

L’ospedale di Cuneo sale nella classifica World’s Best Hospitals 2026

L'ospedale di Cuneo sale nella classifica «World’s Best Hospitals 2026», la graduatoria stilata ogni anno da Newsweek insieme alla società di analisi dati Statista sulla base delle opinioni di medici, addetti ai lavori e professionisti di settore. Il S.Croce e Carle recupera ben 9 posizioni e si posiziona 88esimo.

Ma la scalata verso l'alto si estende anche agli altri ospedali piemontesi che lo scorso anno hanno guadagnato 45 posizioni. Tra le strutture considerate molte hanno raggiunto il secolo di vita tra il 2025 e il 2026. 

Restano stabili le Molinette della Città della Salute (13° posto in Italia), bene il Mauriziano che sale dal 19° al 16° posto guadagnando 3 posizioni assieme all’ospedale di Alessandria che di posizioni ne guadagna 5 salendo all’86° gradino della graduatoria nazionale. Migliora il Gradenigo che di posizioni ne guadagna 10 (101°), mentre i San Luigi Gonzaga di Orbassano sale di 14 posizioni piazzandosi al 105° posto. Anche il Cottolengo ne scala 4 piazzandosi tra i migliori 120 ospedali italiani (114°).

Scendono invece di qualche posizione il Giovanni Bosco di Torino insieme al Cardinal Massaia di Asti e il Sant’Andrea di Vercelli. Nel complesso, comunque, il quadro che emerge – pur tra movimenti e differenze tra strutture - indica una presenza piemontese che nel suo insieme mostra segnali di recupero nella graduatoria nazionale.

«Queste classifiche – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità, Federico Riboldi – raccontano una sanità che continua a contare su professionalità riconosciute e su ospedali che ogni giorno garantiscono cure di qualità. Allo stesso tempo indicano quanto sia necessario investire sulle strutture. Il piano da quasi cinque miliardi che abbiamo avviato va esattamente in questa direzione: nuovi ospedali, tecnologie e servizi più vicini ai cittadini. Il nostro obiettivo è lasciare ai piemontesi una sanità più moderna e un Piemonte migliore di quello che abbiamo trovato».

Il quadro generale risente soprattutto della vetustà di molti edifici, alcuni con oltre un secolo di vita, un fattore che inevitabilmente pesa nelle valutazioni degli addetti ai lavori. Un divario che il Piemonte punta a colmare con il piano di edilizia sanitaria avviato negli ultimi anni: quasi 5 miliardi di euro, 11 nuovi ospedali, oltre 30 ospedali di comunità e 91 case di comunità, con l’obiettivo di arrivare entro la fine del decennio a una rete sanitaria più moderna, a partire dal progetto del Parco della Salute di Torino, destinata a ridisegnare la geografia ospedaliera piemontese nei prossimi anni.

s.a.

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