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Attualità | 26 maggio 2023, 16:15

Cuneo contro la ludopatia: "Piaga 'degli ultimi'. Serve rivedere il settore del gioco d'azzardo"

Approvato dalla quasi totalità del consiglio comunale l'ordine del giorno presentato dalla maggioranza, che chiama in causa anche la Regione e lo 'smantellamento' della legge 9/2016

Cuneo contro la ludopatia: "Piaga 'degli ultimi'. Serve rivedere il settore del gioco d'azzardo"

Il consiglio comunale di Cuneo si schiera compatto – con 28 voti favorevoli su 31 presenze, e quindi tre astensioni - nel chiedere al governo un riordino del settore relativo al gioco d’azzardo, e contro i tentativi della Regione Piemonte di rivedere e depotenziare la legge 9/2016.

La presa di posizione si rifà a un ordine del giorno che vede firmatari PD, Centro per Cuneo, Crescere Insieme, Cuneo Solidale Democratica e gruppo misto di maggioranza. A presentarlo Carmelo Noto, capogruppo dem: “Abbiamo deciso di fare nostro un appello condiviso da diverse associazioni, che chiedono al governo di mettere ordine nel marasma di leggi e leggine che regola il panorama del gioco d’azzardo”.

Ma ci riferiamo anche all’operato della Regione Piemonte – ha aggiunto Noto - ; la governance ha  cominciato a smantellare una buona legge che stava cominciando a dare i suoi frutti, ma ha poi anche pubblicato gli aggiornamenti sulla diffusione della ludopatia e iniziato una campagna informativa con le ASL del territorio. Insomma, prima fanno il danno e poi provano a metterci una pezza”.

Carla Santina Isoardi ha rilevato come il Comune, nell’aprile 2021, si fosse presentato in piazza Castello per manifestare contro il nuovo disegno di legge sulla ludopatia: “Siamo molto vicini a questa problematica, la pericolosità del gioco d’azzardo è chiara e come amministratori dobbiamo impegnarci per venire incontro alle persone che vivono questa difficoltà”.

Erio Ambrosino: “Si parla ormai di un aumento esponenziale della dipendenza patologica e del fatto che gli introiti del gioco d’azzardo hanno superato anche quelli degli stupefacenti. Avevamo una buona legge che in soli tre anni ha visto diminuire del 20% i pazienti; la proposta di abrogazione è stata recentemente ritirata ma la Regione ha predisposto un nuovo disegno di legge che nella sostanza riapre il territorio piemontese al proliferare di sale e slot machine. La società civile sarà molto vigile: serve, con urgenza, un modello capace di sostenere e proteggere le persone con difficoltà”.

Flavia Barbano (Centro per Cuneo) ha definito il gioco come “tassa sulla povertà, perché chi ha meno possibilità economica è più portato a giocare, e se si danno loro sempre più occasioni di farlo non riusciranno mai a liberarsi della patologia. Dovere di uno stato serio è tutelare queste persone: se va bene hanno la fortuna di entrare in comunità di recupero, ma in tanti arrivano a gesti estremi e violenti”.

Luca Paschiero (Crescere Insieme) ha ugualmente invocato la riforma del settore a fronte dei numeri raggiunti dalla patologia, “impressionanti”.

Luciana Toselli (Cuneo per i Beni Comuni) ha ricordato come nella passata amministrazione si siano presentate almeno tre interpellanze in merito, dimostrandosi sempre critici anche sulla localizzazione delle sale gioco (troppo vicine a scuole e punti d’aggregazione giovanili). Mentre Ugo Sturlese ha rilevato i rapporti “e i collegamenti che investono il mondo del gioco d’azzardo e le grandi masse di denaro che impegna; una parte del paese, una lobby che punta a ridurre quanto più possibile la vigilanza, ‘gioca’ molto su questa cosa”.

La legge precedente stava dando frutti ottimi e significativi, così come la strategia di allontanare le slot dai luoghi sensibili e ridurne il numero – ha aggiunto Antonino Pittari (gruppo misto di maggioranza) - . Bisogna agire, in molti fanno una fatica immensa a uscire dalla dipendenza, e rischiano di ricaderci molto facilmente”.

Beppe Lauria ha chiesto ai proponenti di ampliare l’ordine del giorno all’intero consiglio comunale – appello raccolto dalla maggioranza dei capigruppo tranne quelli dei gruppi astenuti – e sottolineato come su quest’argomento non ci sia destra o sinistra: “La salute dei nostri concittadini non appartiene a una delle due ‘aree’, specie visto che si tratta della ‘malattia dei poveri’. Questa è davvero una piaga e non ci vuole il cannocchiale per capirlo; lo sarà ancora per i nostri figli, l’aggravante rispetto a ieri è lo sviluppo della tecnologia: i ragazzi sono a un click di distanza dal gioco”.

La conclusione – proprio prima del voto – a Massimo Garnero (FdI), che pur condividendo le preoccupazioni dedicate ai risvolti sanitari della ludopatia ha annunciato l’astensione del suo gruppo “perché in Regione la legge 9/2016 verrà nuovamente discussa; è una situazione in totale divenire”.

Simone Giraudi

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