Introdotto dal presidente della sezione cultura di Confindustria Cuneo Beppe Incarbona e dal direttore generale Giuliana Cirio, si è svolto mercoledì scorso nella sede di Casa Betania a Cuneo il convegno 'Il sistema culturale cuneese: azioni a supporto' che ha visto la partecipazione di molti esponenti del mondo dell’associazionismo, delle progettualità culturali e delle imprese cuneesi.
Sono tante le iniziative culturali promosse da Confindustria Cuneo, spesso in sinergia con la Fondazione CRC, rappresentata nel convegno dal vicepresidente Enrico Collidà. Non a caso al termine è stata inaugurata la mostra “Anima Mundi” con le opere del maestro Sergio Unia, all’interno del giardino dedicato all’industriale Amilcare Merlo, esposizione curata dall’associazione Insieme e dall’Ordine dei Cavalieri delle Langhe.
“Da tempo ci occupiamo di sviluppo culturale dell’impresa e svolgiamo un lavoro di sensibilizzazione nei confronti dei nostri associati” ha dichiarato Giuliana Cirio, aggiungendo alcuni spunti di riflessione: “Piano piano qualche risultato sta arrivando. Noi cuneesi fatichiamo un po’ nello Storytelling d’impresa, come se il nostro territorio non fosse ancora capace di comprendere appieno il proprio patrimonio culturale, che può essere una leva per attrarre investimenti e per promuoversi meglio. Forse solo nell’albese si è riusciti nell’amalgamare le diverse componenti e raccontare un territorio attraverso le sue molteplici sfaccettature. Investire in cultura è fondamentale per un’azienda anche quando è già affermata”.

Alla domanda 'Perché dovrei investire in cultura?' hanno risposto Francesco Moneta e Laura Cantoni presentando la ricerca 'Impresa e cultura a Cuneo' nella quale sono emersi i principali drivers motivanti, quali l’integrazione col territorio, la devoluzione di risorse in funzione restitutiva e una migliore integrazione dell’impresa con la comunità esterna e interna. In quest’ultimo caso interessante l’accenno all’”Impresa accuditiva”, nella quale la cultura fa da collante fra i vari ruoli all’interno di un’azienda.
Interessante anche l’intervento di Giacomo Golinelli di Promemoria Group - Memorie d’Impresa che ha sottolineato come il cuneese abbia un humus fertile nel contesto delle eredità industriali: “La tecnica si copia, prima o poi si arriva a confezionare un prodotto come fanno gli altri. Ma la tua storia non può essere imitata e va raccontata bene. È necessario creare un’immagine comune, di territorio affinché una narrazione diventi trainante”.
Sono intervenuti anche Stefano Ricagno di MGM Mondo del Vino – Priocca, con il tema Museo d’Impresa, presentando proprio il museo esperienziale dedicato alla genesi e alla selezione del vino, e Giuseppe Carlevaris Presidente di Visit Piemonte, l’ente che coordina le sette ATL Piemontesi.
“Il brand del Piemonte all’estero non è cresciuto, è cresciuta l’Italia. Il nostro territorio deve puntare alla qualità ed essere ciò che dice di essere, senza tradire le attese dei clienti” ha affermato, accennando alle nuove progettualità di 'turismo industriale': allo studio c’è un tour affascinante di visite nelle fabbriche, che miscela storia, intuizioni e tecnologia innovativa.
Il convegno si è chiuso con un’analisi dei dati e dei filoni di finanziamento, dalle misure del PNRR ai progetti finanziati dalla Regione e dai bandi dalle Fondazioni Bancarie, presentato da Niccolò Cometto.
Confindustria Cuneo dunque avvicina ancora di un altro passo il mondo dell’Impresa a quello della Cultura in una visione in cui più si creano connessioni, più si ottengono risultati e si è vincenti.


















