Nel “Giorno della Memoria”, sabato 27 gennaio alle 16, il comune di Manta ha organizzato, in Santa Maria del Monastero un incontro dedicato al ricordo e alla riflessione per commemorare le vittime dell’Olocausto.
Il 27 gennaio è stato scelto come simbolo perché è il giorno in cui nel 1945, le truppe sovietiche liberarono le persone deportate nel campo di sterminio di Auschwitz in Polonia.
Aprirà l’incontro di sabato a Manta l’avvocato Antonio Brunetti, nipote di Isacco Levi, esponente della Comunità ebraica saluzzese, morto nel 2019, che durante l’invasione tedesca riuscì ad evitare il lager, salvandosi dal campo di internamento di Borgo San Dalmazzo e dalla conseguente deportazione.
Isacco fu l’unico della sua numerosa famigli, originaria di Moretta, che restò vivo alla fine della Seconda guerra mondiale e per anni fu testimone nella scuole del genocidio degli ebrei del saluzzese.
Durante l’incontro si parlerà del libro Incontro a Manta per il Giorno della Memoria ricordando Isacco Levi e Giulio Segre e pubblicato da Fusta Editore.
Il dentista di Saluzzo, scomparso nel 2015 all’età di 78 anni, aveva raccontato nel volume quando da bambino, a sette anni venne affidato al parroco di Courmayeur, don Cirillo Perron, che per un anno e mezzo lo presentò a tutti come suo nipote, per nasconderlo alla deportazione.
Segre era figlio di madre cattolica mentre il padre Vittorio era ebreo, il giovane scelse di abbracciare da giovane la fede ebraica e fu salvato dal sacerdote valdostano.
Interverrà la professoressa Enrica Segre, figlia di Giulio per ricordare la figura del padre e la sua storia.
Emanuela Culasso assessore alla cultura del Comune di Manta: “Tenevo molto ad organizzare, assieme all’amministrazione comunale, la Giornata della Memoria coinvolgendo soprattutto i ragazzi. Abbiamo infatti invitato a partecipare gli studenti delle scuole medie. Il libro “Don Cirillo e il nipotino”, che avevo letto qualche anno fa, l’ho trovato molto interessante e di facile comprensione alla portata di tutti, quindi anche ai giovani.
Le famiglie Levi e Segre sono vissute nel saluzzese e la testimonianza dei loro discendenti narrerà una storia che si è verificata qui nei nostri territori.
Tante persone, e non soltanto i giovani, - conclude Culasso - non sono a conoscenza che a pochi chilometri da noi, a Borgo San Dalmazzo, esisteva un campo di concentramento dove venivano radunati gli ebrei in attesa di deportazione, che rimase operante da settembre dal 1943 al febbraio del 1944”.
Ingresso libero.

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