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Cronaca | 15 maggio 2024, 12:16

Notti in bianco per 26 residenti di Cuneo Centro: è colpa della movida?

Accusate di disturbo al riposo le titolari del bar da Mirela in Piazza della Libertà e dell'ex Chicken King’s Latino in via Silvio Pellico. Tra una settimana il giudice emetterà sentenza. Autori della querela, 26 cittadini

L'udienza in corso al Tribunale di Cuneo

L'udienza in corso al Tribunale di Cuneo

È attesa tra una settimana, in tribunale a Cuneo, la sentenza sul caso che vede lo schieramento di 26 residenti del quartiere “Cuneo Centro” contro le titolari del “Il bar di Mirela” in piazzale della Libertà e dell’ex Chicken King’s Latino in via Silvio Pellico che, esasperati dalle notti in bianco che avrebbero trascorso tra il 2020 e il 2021 a causa della movida dei due locali, non avrebbero avuto altro rimedio se non quello di adire alle vie legali.

Lamentele, quelle mosse dai residenti, patrocinate dall’alfiere anti-movida Claudio Massa, che per la gestora del Bar da Mirela sarebbero state una doccia fredda, in quanto nessuno si sarebbe mai rivolto a lei e se qualcuno lo avesse fatto, come ha dichiarato, lei avrebbe cercato in tutti i modi di andare incontro alle loro esigenze. Al centro delle polemiche, la serata karaoke che avrebbe sfiorato volumi "altissimi". A rigettare le accuse, anche la proprietaria del locale di via Silvio Pellico che, anzi, si è difesa spiegando al giudice che a provocare chiasso non sarebbero stati i suoi clienti ma chi si sedeva sulle panchine di fronte al locale, poi rimosse dal Comune.

Ma per la Procura di Cuneo, che ha chiesto l’assoluzione delle due donne, non ci sarebbe nessun reato, questo perché entrambe le imputate si sarebbero adoperate per porre rimedio agli schiamazzi della clientela.

Una ricostruzione che è stata condivisa dal legale delle imputate, l’avvocato Aldo Serale: “Non siamo sui Navigli di Milano – ha spiegato –. A chiunque si chieda, risponderà che Cuneo, di notte, è una città morta. Le mie assistite si sono adoperate per contenere la situazione”. Oggetto di replica del legale anche il degrado della zona dovuta alla vicinanza con la stazione: “È stato detto da più parti che c’era una situazione di degrado, dipendente da persone che non erano sicuramente clienti dei locali e che stazionavano sulle panchine”.

All’ultima udienza l’avvocato Claudio Massa ha rinnovato la sua richiesta di condanna pecuniaria sottolineando come non ci sia alcuna volontà di rivalsa da parte dei residenti nei confronti delle due imputate. Il legale, salito alle cronache per dar voce ai cittadini nelle battaglie legali contro la movida, ha anche spiegato che negli altri processi in cui è stata stabilita un’ammenda, come per il pub Lucertolo’s e gli Ex-Lavatoi nel 2021, la condanna non sarebbe mai stata messa in esecuzione in quanto la sua funzione sarebbe servita come “deterrente per far comprendere agli esercenti che far rumore in danno dei vicini costa qualcosa e potrebbe costare qualcosa in più”.

 

CharB.

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